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Volume terzo.
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PROLUSIONE

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ni? la Matematica del Vieta senza lAlgebra delTartaglia , e de valenti suoi successori Co? Chi,se tutti questi non erano, chi avrebbe spianata àigran Cartesio la via di alzarsi così sublime? Chiavrebbe creata la Geometria dell infinito senzaquella deglindivisibili? E la Meccanica, la Stati-ca, lIdrostatica, lArchitettura militare, la Pro-spettiva , da chi hanno ricevuto elle mai la re-staurazione c la vita? Che si è fatto dai posteri

(i) Ad un uomo di lettere sarebbe egli permessodi domandare ai geometri il perchè diasi general-mente il nome di Cartesiana a tutta quella parte diAlgebra , che inclusivainente dalle definizioni arrivalino alla soluzione delle equazioni del quarto grado,quando a' lippi e tonsuri è notissimo che le soluzionidel primo e secondo erano note anche agli antichi ,come rilevasi da Diofanto e da ciò che ne scrisseLeonardo da Pisa , che le trattò con metodo genera-le , e che le mirabili forinole delle soluzioni del terzoc del quarto si debbono interamente al Tartaglia ,al Cardano, a Lodovico Ferrari , a Scipione Ferreoe finalmente al Uombelli ? Lo spirito umano, che mainon si appaga de suoi possessi e aspira sempre anuove «ouquiste, si travagliava da quasi tre secoliin cerca della soluzione generale delle equazioni su-periori. Se finalmente si è dato pace e distolto daquesta vana sollecitudine, vuoisi averne lobbligazioneall italiano Rufliui , che seguendo le luminose traccedellitaliano La-Grange ha provalo, che il cercare que-sta scoperta gli è un correre in cerca dell impossibile.