VIRGILIO
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simile ai primi toechi d’amore, che provati una
volta, non si fanno mai più sentire colla stessa• • • » 1 4vivacità, circoscritto d’ogni parte dai grandi
esempj dei poèti ' che l’avevano preceduto , cuiera sommamente arduo l’eguagliare, e ignominioso^il rimanere inferiore, circondato altronde dalleregole e dai freni, che Aristotele avca già messiagl’ ingegni, Virgilio, abbandonato , dirò ’ così,dalla natura già da altri afferrata, ò sforzato aprender tutto dall’ arte, e a crearsi coll’arte unaquasi nuova natura. Collocato in un secolo dal-1’ eroico remotissimo, intraprende egli la suaopera in mezzo ad un popolo già padrone delmondo, già erede di tutte le arti, di tutti i lu-mi , e nel medesimo tempo di tutti i vizj deisecoli precedenti, in mezzo ad un popolo a cuiera impossibile di piacere senza molta delicatezzae molta filosofia. Frenato da. tanti ostacoli, os-servate l’artifizio mirabile di questo ingegno.
Figurate un pittore che, presentatosi a farprova de’ suoi pennelli in concorrenza di eccel-lentissimi competitori venuti prima di lui, trovagià preoccupati i modelli e jn’esi tutti i colori.Che fa egli? Non essendo in poter suo il crearnede’ nuovi, con finissimo accorgimento ne involauno a questo, uno a quell’altro, e sempre i piùbelli, e li rimpasta e li purga e li fa tutti pco-prii. Mette a profitto gli errori de’ suoi rivali,ne corregge i disegni, ne aflèrra tutte le bellezzefuggitive, le combina, le riordina, le ingentilisce