LEZIONE TEnzA
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c traendo luce da luce, c spesso cangiando inluce le tenebre , giunge finalmente a formare ilmiracolo della pittura. Questa pittura è la poesiadi Virgilio , tanto eroica , die pastorale. Nonparleremo quest’ oggi che dell’ Eroica. Con saga-cissimo intendimento prende egli dal citdo del-l’antica mitologia il soggetto del suo poema,soggetto che tiene grandissima affinità coll’Ome-rico, e accomodato e vastissimo campo gli som-ministrava alle bellezze tutte dell’ epica poesia.Sceglie un eroe consanguineo degli Dei, ai qualitutti era caro per la sua virtù, un eroe regi-strato dallo stesso Omero nel libro dei Destiniper dover essere un giorno il dominatore de’Trojani e rendere la posterità di Dardano glo-riosa, un eroe finalmente la cui persona, oltreil carattere del valore e della virtù, lusingavamirabilmente la vanità de’ Romani facendoli de-rivare da una stirpe celeste col dar loro in pro-genitore il figliuolo d’una Dea. Della venula diEnea in Italia e degli illustri destini che 1’ ac-compagnavano pieni già erano gli annali romani,siccome raccogliesi in varj -luoghi dai frammenticlic Aurelio Vittore ci lui conservati, e da piùpassi di Dionisio, di Festo e di Licofrone } dalqual ultimo sappiamo aver Enea brillato nei versiora smarriti di parecchi altri poeti greci. Le im-prese di Ercole, di Teseo , o la spedizione degliArgonauti, o la guerra de’Giganti, 0 l’assediodi Tebe sarebbero stati forse argomenti più splen-