LEZIONE TERZA
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Cartesio sono i turbini di Democrito e di Leu -cippo \ che l’ attrazione di Newton non è altroche l’amore e Z 1 odio di Empedocle} perocchétanto si rassomigliano tra loro questi sistemi,quanto la Necromanzia d’ Omero con quella diVirgilio. Egli è ben vero che Virgilio si è quigiovato delle opinioni platoniche sulla vita av-venire, le quali a’ suoi tempi erano in gran vogapresso i Romani ; ma egli è vero altresì che Vir-gilio ha migliorato infinitamente il modello, ag-giungendovi una dottrina cd un senno, che lasciaattonito il lettore, c spargendolo d’incredibilemaraviglia con variate e nobilissime descrizioni,coll’incontro dei personaggi, colla partizione deicastighi, e particolarmente coll’introdurvi la ras-segna di tutta la romana posterità.
E questo fu il passo clic sopra tutti allettò ledelicate c superbe orecchie di quel gran popolola prima volta che Virgilio recitò alcuni elettipassi del suo poema, c fu allora che si udì Pro-perzio esclamale:
Cedile j Romani script ore* j. cedile , Grati,
Nesció quid mrtjus ndscitur Iliade. ,
Questo artifizio di presentare in aspetto di vati-cinio cose già successe e vedute, questa magiapoetica di togliere al lettore la vista del presenteper sostituirgli quella dell’ avvenire la conobbeanche Omero sicuramente, introducendo egli1’ Ombra di Tiresia , che predice ad Ulisse il ri-