LEZIONE TERZA
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coro, la filosofia, la sapienza di Virgilio , farannoeternamente la disperazione di tutti i poeti suquesto punto. Il solo Milton, a mio credere, segli è fatto vicino per merito ,. se non altro , difantasia. Egli falche Michele conduca Adamosopra una grande eminenza, d’onde l’Arcangelogli la passare sotto gli ocelli le future generazionie tutti i grandi cangiamenti del mondo fisicoe morale. Questa idea mi sembra sublime e fe-lice. Ma chi volesse anteporla a quella di Virgi-lio , deve prima considerare che Milton fu inciò mirabilmente assistito dalla grandezza dellareligione che lo ispirava. ,
Non ho parlato e non parlerò dello stile diVirgilio. Egli è di tanta bellezza , di’ io reputonon esserci lingua abbastanza degna di ragionar-ne. Lo stile di Virgilio si sente nel cuore, maquando si vuole esprimere non si trovano le pa-role , e pare d’ aver detto poco dicendo eh’ egliè divino. Di queste verità era ben penetrato ungrande Matematico ultimamente da noi perdutocon danno gravissimo delle scienze, non menoche delle lettere , ^ Lorenzo Mascheroni , ricor-danza a noi tutti carissima C dolorosa. Questogrand’ uomo soleva dire, che se mai necessità didestino lo condannasse a non aver che un libro,egli avrebbe voluto seco non Euclide , non Gali-leo , non Newton , ma Virgilio.
Per la qual cosa, giovani dilettissimi, io nonpotrò mai esortarvi abbastanza a farvi amico que-