Band 
Volume terzo.
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1 36 LEZIONE QUARTI

, che poi furono rinvenuti felicemente. Avanti chesi trovassero, il grande matematico nostro Vi-viani tirò in sua testa la congettura del lorocontenuto , e mirabilmente 1 indovinò sulla solanotizia che nel quinto trattavasi delle linee rettemassime e minime che vanno alle periferie dellesezioni coniche. Questa divinazione è portentosasenza dubbio, e a ragione fece stupire tutta lEu-ropa come la seppe : ma dato un principio geo-metrico, non è cosa .impossibile} e il fatto lo di-ce, che due buone teste senza che lima sappiadell* altra ne traggono le medesime conseguenze.Non abbiamo noi veduto il Leibnizio ed il Ne-wton , luno in Germania , laltro nellInghilterrainventare amendue nel medesimo tempo la geo-metria degl infiniti sul calcolo degli indivisibili ?

Ma clic il Raeine per esempio prenda a divinarela Merope di Euripide , e lAlfieri qualcuna delletragedie perdete di Eschilo , v è a scommetterecento mila conti - uno , che trovati questi codici,e fatto il confronto , neppur. un verso , neppureun pensiero corrispondcrebbesi esattamente. Laragione del geometra non ha che una strada, laragione del poeta e dell oratore ne ha mille. Ivoli dell immaginazione, i sentimenti del cuorasono come le umane fisonomie. Possono assomirgliarsi tra loro ? ma nessuna è precisamente lastessa. La differenza dunalinea produce ladiversità della fisonomia} la differenza dunaparola produce la diversità del concetto. Di quo-