Band 
Volume terzo.
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I 38 LEZIONE QUARTA

mettiamo, noi avremo non uno, ma molti filisicuri da condurci a buon termine. Il primo saràquello già lasciato da Socrate ai buoni filosofi nel-lindagare la verità, filo infallibile, la dubitazione;il secondo sarà il tocco del cuore, che mai nonmentisce ; il terzo sarà il confronto del bello giàconosciuto. Con questi fili alla mano entriamoadesso sicuri, e vediamo se sapremo distinguerela vera dalla falsa eloquenza.

Mirate quanto concorso , quanta varietà di ve-stire e di portamento, quante lingue diverse,quanta confusione di voci, e che subuglio, chestrepito dappertutto. Pare di essere alla fiera diFrancfort o di Lipsia copiosa di tutte le buonemerci, ma zeppa ancora di ciarlatani. Teneteforte il filo della dubitazione} e pi-ima dacco-starci a far compra de loro balsami, udiamoche dicono. Eccovi un Greco } un famoso sofi-sta , che si adopera a metter daccordo Prota-gora e Socrate sulla maniera di esaminare nonso che punto di dottrina che forma il soggettodelle loro deputazioni. Callia ha preso partitoper Protagora , e Alcibiade per Socrate . Prodicodi Geo che è loratore si affatica per conciliarli.Stiamo ad udire, u poi Socrate e voi Prota-li gora parlate a meraviglia ambedue. In una« controversia erudita siccome la vostra è neces-« sario che i giudici siano comuni senza essere« eguali; perchè tra questi e quelli vi ha dilfè-u renza. L essere giudice comune vuol dire pre-