l4o LEZIONE QUARTA
u in questi prodi guerrieri , che in prodi gucr-u rieri si dovesse vedere? Facciano gli Dei, che« io dicendo ciò che penso, e non pensando che« ciò che deggio, possa sfuggire agli sguardi« della divina Nemesi, e involarmi alle saette« dell’invidia. Gli estinti che celebriamo si eranou sollevati alla perfezione della virtù divina , «« d’ uomini non conservavano che la vita mor-«■ tale ; essi amavano di godere con modestia« dui vantaggi presenti, piuttosto che aspirare« con orgoglio alle pretensioni più ingiuste. Due« morali principi dirigevano la loro condotta.u Non si determinavano che dopo una matura« deliberazione , ma determinati una volta non« frapponevano indugio all’ esecuzione. Ardenti« a proteggere gl’ immeritamente infelici ; ar-ti dei .ti a punire gl’ ingiustamente felici ; inlles-k sibili nelle cose del loro dovere, irremovibili« nelle cose del loro decoro; superbi co’ su-« perbi , modesti coi modesti; intrepidi contro« gl’ intrepidi, formidabili nei pericoli formida-« bili ; quanti ti’ofei , illustri testimonianze di« tante virtù! trofei che sono preziosi ornamenti« per le are di Giove, e monumenti di gloria« per questi eroi. Nei travagli di Marte si ab-« bandonavano tutti all’ ardor naturale, e non« si permettevano nei piaceri del senso che un« ardore legittimo : quanto tenibili nella guer-u ra, altrettanto amabili nella pace. Segnalarono« il loro rispetto inverso gli Dei con una esatta