Buch 
Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
Entstehung
Seite
150
JPEG-Download
 

J 50

sì alla ventura. Nella tavola IV del primo volume si vede Giu-none intesa ad allattare un fanciullo. Questo fanciullo, che di perse chiaro non mostra, se debba Ercole riputarsi, o Marte , o Vul-cano , è riconosciuto con ingegno del pari che con verità pelNume della guerra, colla scorta di una medaglia in gran bronzo,pertinente alla romana imperatrice Giulia Mammea (15).

(15) Asserisce il sig. K8hler (v. Giornale Bibliot. ltal. ottobre 1821,pag. 111) che quando il Visconti cominciò a scrivere l’Iconografia greca,non si era ancor molto occupato delle monete dell’ antichità; e aggiugueesser ciò noto ai suoi (del Visconti) amici di Firenze, di Roma e diParigi . Io venero altamente e questi e il sig. Kòhler; ma non voglioche tal venerazione incateni punto la libertà del mio pensare, cui nonpretendo però che essi conformino il proprio. Pertanto nel lungo stu-dio da me fatto sulle illustrazioni del Museo Pio-Clementino ho trovato,che spesso il Visconti trae dalle medaglie nuovi, ingegnosi e plausibi-lissimi argomenti per ispiegare i suoi marmi. Perchè di ciò persuaso siaanche il mio lettore, non chiederò a lui, che legga tutti interi i settetomi di quest’opera insigne ; ma solo il pregherò a voler dare un’oc-chiata alla prefazione del 6°, alle tavole che si aggiungono per utilis-simo corredo alla fine di ciascheduno di essi tomi, e a percorrere lebrevissime dichiarazioni, da che sono accompagnate. Moltissimo, ed ot-timo uso delle medaglie fa pure il Visconti nei monumenti Gabini, enegli scelti Borghesiani, opera recentemente edita a gran van faggio dei-antichità figurata, e composta innanzi all’Iconografia. Della quale se-guendo a parlare nel luogo citato il sig. Kohler dice: Che ivi sicn corsimolti sbagli , lo esperimenteremo ben presto pei lavori in parte già scrittida alcuni conoscitori di monete dell’Italia, della Francia , e del Mezzo-giorno della Germania . Con essi verrà resa a molte dell’ effigie dal Vi-sconti presentale, la loro propria denominazione , e si toglierà loro ilposto e il titolo che occupavano nell’Iconografia. Che in quest’operasiano veramente corsi sbagli intorno alle medaglie, non è da negarsi.Per esempio, il celebre sig. Domenico Sestini R. Antiquario in Firenze ,nel tomo primo della sua continuazione delle Lettere e dissertazioni nu-mismatiche, Lctt. VII. mostra ad evidenza che il Visconti s’ingannò inleggendo una medaglia, allorché egli vi vide Manno re d’Edessa, quan-d’essa in verità è di Caracolla, e pertinente alla colonia Carra dellaMesopotamia. Ciò però nondimeno, dice ivi medesimo esso sig. Sestini ,che nell’Iconografia del Visconti V antiquario troverà scelta erudizionerelativa a tanti uomini illustri .... dedotta dai marmi, e MEDAGLIEANTICHE, con ragionamenti dotti, giusta e giudiziosa critica. E perchènon si creda, che, essendo, quando ciò scriveva il sig.^Sestini , ancorvivo il Visconti, egli lo scrivesse più per certa urbanità che per altro,è da leggersi la prefazione da lui premessa alla ristampa della sua im-portantissima opera: Classes generales, fatta in Firenze l’anno 1821.In questa prefazione dopo aver detto, che il suo libro è il compendio

i