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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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cono le altrui congetture. Qua colla scorta dell’analogia più gene-rali e più semplici si rendon le regole, là col retto esame della ra-dice si fa meglio palese il significato della parola: due cose, in chegran parte è riposta della filosofia delle lingue.

Un altro testo di nostra favella preparò il Fiacchi per la stampa,ed è il Viaggio del Sigoli al Sinai , della cui prefazione fece let-tura all’Accademia; e altri non pochi dettene a luce con l’orna-mento di suoi dotti lavori. Rammentar ne piace la Lezione di Lo-renzo Giacomini sopra un sonetto del Petrarca , alla quale unì ilFiacchi una storia concisa dell’ Accademia degli Alterati, cui ilGiacomini appartenne, compilatala sul Diario di essa, che mano-scritto serbasi nella Pucciana: e non voglion tacersi le due Com-medie del Cocchi, e i Proverbi da questo spiegati, che gli ultimicompilatori del Vocabolario estimaron perduti: due libretti di nonlieve importanza; nel primo dei quali diè il Fiacchi, a modo diproemio, una piena notizia della vita e delle opere del Cecchi, dalui tessuta colla scorta dei manoscritti di esse opere; tra le quali èpure la burlesca Lezione di maestro Bartolino sopra il sonetto delBorni: Passere e beccafìchi magri arrosto, attribuita per l’avantia diversi, e dal Crescimbeni creduta opera di Bastiano de’Rossi ;eal secondo aggiunse una prosa, nella quale dissertò acconciamentesu’proverbi toscani, e difese con ardore i fiorentinismi dalle ac-cuse del Cesari e di tutti que’ che gli biasimano, o perchè poco onulla gl’intendono, o per ira di non potergli senza il pericolo delmal uso inserire nelle loro scritture.

Nè dai manoscritti trasse il Fiacchi unicamente opere ineditedi nostra lingua; ma d’essi valsesi eziandio a miglioramento e piùretta interpretazione dei testi stampati della medesima. Di emenda-zioni di Dante diè egli saggio in una sua lezione, in che è sì squi-sito il criterio e sono sì palesi le dimostrazioni, che assai ti dolgain leggendola, che egli non facesse ristampa della Divina Commedia ;la quale tanto più necessario rendesi che in Toscana si faccia,quanto più van crescendo le fatiche degli altri Italiani su questomiracolo dell’ingegno umano: nelle quali fatiche se molte cosesono da accettar con fiducia, molte altresì rigettar si debbono, sic-come nate da capricci di fantasia, o da quella sognata universalitàdella lingua, onde difendonsi, come voci dell’Alighieri, quelle chesono puro arbitrio di copiator non toscano.

Meno dovrà increscerue che non abbia il Fiacchi eseguita