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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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sangue dell’inimico terga il civile che lo contamina. Al quale scio-glimento, sapientemente affrettato colla morte di Baldero, pervienecon naturali mezzi e sempre crescenti la tragedia; che tutta è scrittain castigatissima lingua, e con quel dialogo immaginoso, che siconviene ad uomini del corpo forti e dell’animo, di costumi ri-gidi, e usi di vivere a aperto cielo nel sublime orror delle selve. Icori, pieni aneli’essi di affetto e di bella morale, toccano costumanzec particolarità religiose dell’antico popol germanico, e ben si ad-dicono ai Bardi, che nella guerra davan animo ai combattenti, enella pace le loro imprese celebravan coi versi. Do io pur lode alprologo, nel quale Melpomene con vaghissimi sciolti tesse in brevela storia della tragedia; e certo la darà ognuno ai tre discorsi, cheaccompagnan l’Arminio ; nei quali, se ne siano eccettuale alcunepoche opinioni, che il generale assenso non otterranno, è quel fiordi dottrina e di discernimento, di che a tutti non è concesso ador-narsi.

Sogliono gli scrittori, sì di prosa e sì di verso, ad aiutar lostile ed il gusto, darsi a tradur pezzi d’autori classici, di quelliin ispecie, che più senton prossimi alla propria natura: lo che, ol-tre a farne loro conseguir l’intento, dà eziandio buon riuscimentoalla fatica, con che essi procacciano d’ottenerlo. Di qui la pubbli-cazione d’alcuno dei pezzi volgarizzati, ad esplorarne il giudiziodei dotti ; e la traslazione dell’intero originale, ottenuto il favoredi loro. Ciò dicendo generalmente, tocco una particolarità deglistudi del Pindcmonle. I.’ Odissea, che quasi sempre procede umilee tutta natura nella narrazione di viaggi, d’amori e di domesticifatti, entrò gratissima nel mite suo cuore. Voltatine in isciolti iprimi due libri, e mandatigli in luce, si destò nel pubblico deside-rio veemente di averla tutta in volgare per opera di lui. Ne feceegli paghe le brame; e superò, non che aggiugnesse, la favorevoleespeltazione: espcttazionc, che avea fondamento sulla 'notata in-dole di lui, sul valor poetico, e la somma perizia della lingua deiGreci e della nostra. I colori di questa, senza servitù e senza li-cenza di parola, si ravvicinano nel bel volgarizzamento, quanton’ è dato, ai colori di quella; cosicché nel diletto della spontaneadettatura, mai non si sfugga il carattere del grande originale, chevi si rende. Solo ne incresce, come già ad un dotto ne increbbe,che gli aggiunti perpetui degli Dei e degli eroi si dilatino sempree in maniere svariate; sembrando anche a me, che dov’essi non