Buch 
Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
Entstehung
Seite
353
JPEG-Download
 

353

Non deon passarsi sotto silenzio gli elogi dello Spolverini e delGozzi. Costumatissimo il Pindemonte e di detti e di fatti, cono-seea ben le vie, onde la morale più agevolmente s’insinua nell’u-man cuore; e perciò laudava il difficile artificio a sì importantefine adoperato dal Gozzi, che non vi andava già con lunghi e gravitrattati, ma sì con l’aiuto d’un dialogo, di una favola, d’una no-vella, d’un’allegoria, d’un sogno; avendo sempre in pronto qual-che capriccio o fantasia sua, con cui ghiribizzare giocondamente:

10 che, riflette il Pindemonte, di leggieri si dice; ma il farlo do-manda una facoltà d’inventare a pochissimi data, un fior d' inge-gno, eh’è raro, ed anche un dominio maggiore del proprio subietto,che se altri a maneggiarlo prenda seriamente e con metodo ; piùsovente costando il tirar V argomento sino a noi, che V innalzarnoi sino ad esso. La qual arte, che a molte delle scienze non con-verrebbe, bene si acconcia alla morale, che non abbisogna nè di fi-gure geometriche, nè di supputazioni algebraiche, e tanto più vo-lentieri si mostra ornata e corporea, che di tal guisa può a tuttifarsi conoscere, andando pe’ sensi all’ immaginazione, e da questarovesciandosi sul cuore, onde ne muove la pratica a vantaggio pro-prio e d’altrui.

Nell’ elogio poi dello Spolverini, che salì in fama pel suo poe-ma della Coltivazione del riso, stabilisce con nuova ma vera dot-trina, che fine dei poemi didascalici è il diletto, e non già V am-maestramento , come vuoisi comunemente. Perciocché, egli dice, se

11 poeta dee colorire, animare, illuminar tutto, e servirsi d’un par-lar figurato, che spesso mal può accordarsi colla precision filoso-fica; se quelle parti che lo scrittore non si confida di ornare a ba-stanza, o gli conviene lasciarle affatto, o solo toccarle, quantunqueimportanti; se non curerà quella partizione severa, e quell’ ordinerigoroso che tanto si ricercano in un trattato prosastico, ma che neiversi indurrebbero uniformità e freddezza; e se talvolta, invece dicercar pazientemente la cagione di alcun fenomeno, si farà tosto aspiegarlo con una favola, o con qualche invenzione sua, o altro ar-tifizio suo propr io ; con qual coscienza potremo noi affermare cheabbia per fine V ammaestramento? L’avrà chi unicamente ponga inversi una scienza, od alcun altra delle umane discipline ; ma que-sti non potrà mai noverarsi tra i poeti, non formandosi del solometro la poesia. È poeta Virgilio nella Georgica , perchè l’insegna-mento vi sommette aldiletto; e non è Esiodo nelle Opere e Gior-