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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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terza, tentala è alcun poco la pazienza del leggitore colla diffusis-sima narrazione di troppo minuti particolari.

Con cura uguale del vero laudò il Cesari altri amici di nomi-nanza, a lui rapiti da morte; e se gli piacque di laudargli in latino,non può biasimarsene il divisamento, siccome di quello che fuvalentissimo in questa lingua. Di dì e di notte ei ne svolse gli scrit-tori, di bei passi di loro fece uso frequente e acconcissimo inmolti suoi libri, e alcuni prese a tradurne.

Dirò qui subito del volgarizzamento delle Odi del Yenosino.Al primo suo comparire, ebb’ esso applausi dal Tiraboschi ; e gliebbe altresì, ciò che più rileva, dal memorato Yannetli, che tantosi conobbe d’Orazio , e che giudicò sì bene dei tanti illustratori etraduttori di lui. Certo della tenuità di mia mente, accomoderei vo-lentieri l’animo alla sentenza dei due solenni eruditi, e degli altriche andarono nella medesima, se il pudore dei minori ingegni sen-tisse danno nelle disputabili cose dal non esser essi d’accordo coimaggiori. Data dunque in ciò libertà senza biasimo, dirò che il vol-garizzamento Oraziano del Cesari, se non può riprendersi per laintelligenza del testo, non è però da estimarsi opera di pienissimalode.

Gràndemcnte erra chi dice copia d’originale la traduzione.Chi per via di colori una pittura copia d’altrui, ha con questouguale ogni mezzo; e chi volta scritto d’una lingua in un’altra,poiché tanto le lingue si differenziano, fa suo lavQro con diversamateria. Se mai o quasi mai non è dato al primo di aggiugnere ipregi del suo originale; ciò può meno sperare il secondo, che nonè all’opera ugualmente soccorso. Ravvicinamento adunque e nonmai somiglianza perfetta, potrà esser tra i testi c le lor trasla-zioni. E questo ravvicinamento avrà pure sue differenze: chè al-tro, per esempio, è tradurre in franzese, altro in toscano; altrodal latino, altro dal greco; altro voltare autore di prosa, che scorrain limpida semplicità, altro quello che innalzisi per orazione ornatae faconda ; altro, infine, e per più avvicinarsi al nostro subietto,volgarizzar gli Epici ed altro i Lirici: tra’quali Lirici più a ciò dif-ficile si mostra Orazio , che forte e inimitabilmente ardito è negliepiteti, e che congiugnendo l’entusiasmo di Pindaro con la dolcezzad’Anacreonte , supera il primo nella varietà degli argomenti, nellamorale e nei pensieri, come nella filosofia e nello spirito avanza il se-condo. Per le quali cose quel Yannetti stesso, che tanto applaudì