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vola coni’ aquila: uè dirò d’altra parte eh’ ei ne tosse scrupo-losissimo imitatore; sapendo che i grandi ingegni, infiammatiche siano dai grandi esemplari, abbandonan sè stessi all’impetodi lor potente natura. Piuttosto vedrò in Dante il padre di nonnumerosa famiglia ; e nel Monti il figlio che più ritrae di pa-terne sembianze, che gli altri fratelli.
Ornato egli di tanta forza poetica, non è maraviglia, chetentasse illustrarsi in quel diffìcile componimento, che simulain sulla scena le azioni degli eroi (6). Nulla dirò del GaleottoManfredi, e del Caio Gracco ; tragedie che il lettore rispetta,e lo speltator non applaude ; e rammenterò solo Y Aristodemo,che, vinta col fatto ogni censura di ragionamento, rimaso è congloria nel nostro teatro: lode massima degli scritti sacri a Mel-pomene ed a Talia . Nò già per me va l’Aristodemo immuneda errori: vi veggo io pure tutti quelli che gl’ imparziali vi veg-gono: tra’ quali non sono certo i minori, l’andare e venire deipersonaggi a solo arbitrio del poeta; arbitrio concesso solo aidrammatici, per la signoria ch’ha su loro il venerato orgogliodei cantatori; e il dialogo tra Aristodemo e Lisandro , che dàfine all’atto secondo, e che quasi direbbesi un intermedio trauna parte ed un’ altra dell’ azione. Ma nulla o poco rilevanoquesti errori. Quando in sì fatti componimenti è vigor di pas-sione, effetto teatrale, copia di cose, e armonia di verso; ognicritica con sue ragioni cade di causa, perchè lo spettatore piùsente che mediti ; e se egli mediti di poi, compreso già e fattolieto da tanto bello, poco cura i difetti, che mercè d’una mag-gior diligenza poteano forse schifarsi, e ritorna tosto e volen-tieri all’ ammirazione di quel genio, che retta disciplina e as-siduo studio non possono infondere. Anzi ei giugno perfino abenedir l’errore, se da esso ebbe origine ciò che l’animo gliricolmò di diletto. Il Voltaire rendea grazie a Racine , perchè,quasi obliando che il dolore non ha artifizio in suoi detti, fanella Fedra raccontare a Tcramene 1’ aspra morto del dilettoIppolito con versi sì ornati e sì nobili, che molti di somigliantinè può nè potrà mai vantarne il Parnaso francese .
Tributate le giuste lodi ai tanti versi del Monti, protesto
(6) Tasso , Del Poema eroico , Uh. 1 , a pag. 44 nel T. IV. delleOpere; ediz. di Fir. 1724.