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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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tengono in stima ; sono anzi quelle la vera condanna dei pen-samenti di queste.

Dico, tornando al libro del Baldelli, eh’ ei vi prepose un’in-troduzione, nella quale parlò brevemente dello stato letterarioe politico d’Italia al nascere del Petrarca : divisamento pruden-tissimo, il quale mostra le vie che egli, all’una cosa inteso edall’ altra, doveva percorrere, e ne fa conoscere che ben le per-corse. Nemmen tacerò delle osservazioni che aggiunse in fine,e in che o nuove cose si trovano, o le conosciute meglio siespongono. Vi si difende, ov’è mestieri, il Petrarca ; si trattadi sue parentele, di sue opere sì edite e sì manoscritte, e diLaura. Si dà contezza degli uomini illustri che al tempo vis-sero del poeta, e che si rammentano nell’opera ; e si adduconole ragioni, onde s’è spesso contraddetto ad altri scrittori. Nullad’inutile in questo libro, che in vero, anche rispetto agli orna-menti , è tutto sustanza. Si pecca forse nel troppo ; e questotroppo affatica il lettore ; e non solamente di per sè, ma sì ezian-dio per lo stile, che in generale è studiato soverchiamente.

Da questi quasi estrinseci difetti va al tutto libera la Vita delBoccaccio , la quale nei pregi intrinseci somiglia interamente allalaudata del Petrarca. Molti già scrissero del Boccaccio ; ma perniun d’essi fu fatto pieno l’importante argomento.Per le ricerchedi loro non venne a notizia, che il Boccaccio fu anche un grancittadino, e sommo politico. Niuno il considerò nei traviamenti enei trionfi di sue passioni; niuno avvertì quanto in ristrettezza disostanze proteggesse le lettere; niuno ebbe cura di trar dall’operetutto quello che servir potesse ad illustrarne la vita; niuno co-nobbe, che fu il suo pentimento frutto di matura deliberazione, enon già di debolezza; niuno,infine, legar seppe la storia del Boc-caccio con la letteraria e politica del suo secolo. A questo peso sop-pose gli omeri il Baldelli, c mostrò avervegli validissimi. Ciò chei fatti e gli scritti del Certaldese strettamente riguarda, esposto ècronologicamente in tre libri; e quello che, trattato in essi, con-dotto avrebbe a lunghissime digressioni, dà materia a cinque di-scorsi; nell’ultimo dei quali ponendosi a confronto un passo delFilocopo con un altro dell ’Ameto, si scuopre che la Fiammetta ap-partenne alla casa d’Aquino , e figlia fu illegittima di re Roberto.

Sì in questa Vita, e sì in quella del Petrarca , si scoperse errorie da alcuni e dal Baldelli medesimo; ond’ ei si pose in animo di