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FÒRO BON'APARTE.
onde si entra nel Fóro, si allargano 192 braccia mila-nesi. Nel giro del circolo (tranne gl'intervalli delle aper-ture) sono collocati quattordici edilizi pubblici; ai qualisi frappongono dodici colonnati, con magazzini, botte-ghe, case, giardini privati. Gli edifizi pubblici sono di treclassi. Della prima facciamo le Terme e la Dogana: allaseconda appartengono la Borsa, il Teatro, il Panteon , ilMuseo : assegniamo colla terza otto Sale alla pubblicaIstruzione.
Per entro il circolo vogliamo che intorno corra ilcanai navigabile; cosa di ornamento e di vantaggio gran-dissimo. Perciocché prima n’ era turbato il corso dallefortificazioni del castello demolito, che non lasciavanopur continuarsi le mura urbane; e le merci, che sul ca-nale si volevano trasportare alla porta ora detta di Ma-rengo, o alla Verccllina, convenivano, con grave inco-modo, fare il giro quasi di tutta la città. Alla qualevolendo noi provvedere di sicurezza, e dar insieme age-volezza alla Mercatura, che potrebbe porre la sua prin-cipale sede nel Fòro; intendiamo di valerci dell’acqua,che dal Lario esce col nome di Adda pel ramo di Lec-co : e prenderemo l’acqua sopra la Pescaia di San Marco;perocché derivata da luogo inferiore, non avrebbe suffi-ciente discesa nel Fóro: dove prima vogliamo introdurrequesto canale navigatorio nella darsena della Dogana; poicondurlo paralello innanzi ai magazzini della mercatan-zia ; e per fine congiungerlo all’altro canale, che fa capovicino al Fòro, dal lato di porta Vercellina. La qualopera, se fio utilissima, sarà non meno dilettevole: per-chè vegeteranno più lietamente gli alberi, dei quali saràombrata la ripa; e di quella frescura e di quelle ombreverrà nuova amenità a questo luogo; che mancandol’acqua sarebbe tanto meno piacevole: e quando la pub-blica allegrezza si mostrerà con illuminazioni notturne,