FÒRO BONAPARTE. 5
cresceranno infinita vaghezza allo spettacolo tanti lumidall’acqua ripercossi.
Nel mezzo del Fòro, quasi centro al circolo, staràl’edificio quadrangolo che avanza dell’atterrato castello.Nè si è voluto demolirlo; per essere di solidezza moltodurabile, e di opportunità a parecchi usi civili; tale cheall’ Augusto Napoleone parve non disconvenevole domi-cilio del principato. E per verità fu ai Romani e ai Grecifrequente di porre come centro ai loro Fòri le Basiliche.
Nè temiamo che si offenda il gusto di quelli cui ra-gionevolmente dispiacciono inscritte ai cerchi le rettan-golari ligure; quando la molta distanza di queste daquelli sembra che non lasci l’occhio scontento : ed inol-tre gli estremi di questo edificio non sono acuti, ma lar-gamente curvati per quattro Torrioni rotondi; ai qualisullo spazzo corrisponderanno quattro insigni monu-menti, che a tutte l'età mostrino l’animo degl’italianiper lo valore e la benigna vittoria dell’ armi francesi.
Chi dal cerchio del Fóro uscirà alla campagna avràincontro un’altra Piazza, terminala (verso il Fòro) da unpropileo, che è principio alla strada del Sempione.
Fuori della circonferenza rimangono poi altri spazi;nei quali sarà libero alzare edifici o piantare giardini,sì pubblici e sì privati.
E tanto basti in generale di quest’opera: la qualedesideriamo che riesca gradita agl’italiani, come inFrancia ne fu lodato il concetto; di che il giornale del-l’Arti al numero 126 dell’anno IX ci diede assai cortesetestimonio.
La prima Tavola mostra il prospetto degli edifìzisopranominati nell’ interno del Fòro, a chi dalla citta liriguardi.
Ora passiamo a parlare dei medesimi particolar-mente.