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FÓRO BONAPARTE.
PUBBLICI EDIFIZI DI PRIMA CLASSE
NELLA CIRCONFERENZA DEL FARO.
BAGNI.
Pianta dei Bagni.
E prima diremo delle Terme o Bagni; dei quali nonè certamente necessario discorrere l’utilità. Non la ne-gano pure i tempi moderni, comechè la trascurino. Gliantichi (de’ quali vanamente ammiriamo la grandezza ela fortuna dimenticandone la saviezza) ebbono in gran-dissimo conto i provvedimenti e gli esercizi di che ilcorpo si mantiene sano e robusto; e furouo appo loro dicomune uso le Terme: nelle quali posero tanto incredi-bile magnificenza, che ad Ammiano parvono più prestoProvincie che parti di città. Appaiono ancora avanzi mi-rabili di "e di Caracolla, di Diocleziano , di Tito, diLivia, di Agrippa. Nè in Roma soltanto o in Antiochia fu assai di sì cospicui ridotti: non mancavano alle piùmediocri città delle Provincie; come ne mostra CecilioSecondo proconsole della Bitinia. Non parliamo dell’Ita-lia ; dove tuttavia molti luoghi, e Pompeja disotterrata,ne fanno testimonio. È fuor di dubbio che Milano ebbesuoi bagni pubblici ne’ contorni di San Lorenzo. E chivoglia dopo sì lungo intervallo restituire a questa cittàun tanto giovevole ornamento, non potrebbe dargli piùconveniente luogo che il Fóro Bonaparte. Ma nell*ordi-nare le Terme non abbiamo dovuto seguire in ogni partel’esempio dell’antichità: giacché non ci era proposto di
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