SULLE PITTURE D’INNOCENZO FRANCUCCI.
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sala più ampia, che dalle tre logge prendeva lume;come dalle inferiori logge s’illuminavano altre stanzeterrene, che a queste suddette sala e camere sottosta-vano. La forma dell’ edifìzio è di grave simplicità : ma1’ ordine è barbaro; e viziosamente, nel piano inferiore,impone alle colonne gli archi, le quali nel soprano benesostengono l’architrave. Riducendo questo Casino a co-modità di moderno abitare, chiusero le logge, fuorchéla terrena di levante, onde si entra; moltiplicarono lecamere; ed ebbono (per vero dire) niuna pietà a tantenobili fatiche ivi da nobilissimi pittori collocate.
Ma quasi era fatale a questo luogo di non rimaneretroppo lungamente senza splendore di studi. Morironoquelli che lo avevano 39 anni abitato; fu spento il col-legio piemontese ; il principe Carlo di Masserano ven-dette 1’ orto e gli edilizi, che in pochi anni ebbero diassai padroni vicenda: finalmente nel 1803 dalla magni-ficenza del Governo la scuola dell’ agricoltura sotto ladisciplina del professore Filippo Ite limi condotta. Chese a noi fosse lecito favellare alla usanza, de’poeti, di-remmo volentieri che Cerere stessa all’Augusto signoredomandasse questo Casino della Viola per suo tempio.Conciossiachè narrandosi dagli antichissimi che la Dea fece sua carissima sede la Sifcana Trinacria, paese nonmeno da rara fertilità nobilitato che da innumerabiliopere di eccellenti artefici; è chiaro abbastanza (comeio stimo) il concetto voluto da que’prudenti esprimere,che ivi solamente possano le belle arti fiorire dove ab-bondino le beate ricchezze. Però non senza consiglio sivolle dal principe che la scienza di arricchire la nazionequivi appunto s’insegnasse, nel cospetto della nostraAccademia; e quasi in un comune domicilio delle artigraziose; a ricordo ch’elle sono veramente il più pre-zioso frutto della opulenza.