192 SULLE PITTURE D’INNOCENZO FRANCUCCI.
E già questo Casino, delizia di ricchi, fu nobile peropere di pittura; mostrando quasi in compendio quantola scuola bolognese nel suo colmo sapeva: delle qualiora (son forzato, comechè mi pesi, a dire) poca parterimane; pur desiderosa e quasi pregante di essere dalcavalier professore amorevolmente conservata. E perverità molto è a dolere della barbarie che distrusse tanteopere, colle quali i più valenti maestri di quella età, co-mandati dal buon cardinale d’Ivrea, lo nobilitarono. Pro-spero Fontana dipinse nell’ampia sala i fatti di CostantinoImperatore e di Papa Salvestro; e sopra le storie all’ in-torno un bellissimo fregio di putti, di leoni, di tigri, bra-vissimamente colorito. Noi le vedemmo queste pitture; eniuno più le vedrà: chè tanta bravura del Fontana,dopodugento settant’ anni, una breve ora del marzo di que-st’ anno cancellò. Narrano certi scrittori che nelle stanzee logge terrene insieme con altri dipignesse LorenzoCosta Ferrarese; del quale sono in Bologna non pochepitture, e mollo lodevoli. Ma questo confuso raccontovuoisi necessariamente intendere secondo la ragione deitempi: dalla quale risulta che quando il Cardinale fecedipingere il Casino , dovesse il Costa già dodici anni primaaver finito di vivere. 11 che m’induco a credere, non tantoperchè l’arciprete Baruffaldi (senza addurne pruova oantico testimonio) lo faccia morto in Mantova nel 1530;ma per non essermi probabile che potesse dipingerenel 1542 chi dovett’essere non fanciullo nè immaturogiovane, ma già assai pratico e riputato artefice nel 1488;quando nella cappella de’ Bentivogli in san Jacopo fecequelle grandi e studiate pitture, e ritrasse dal naturaletutta la famiglia de’signori; il quale anno nella sottopo-sta iscrizione sta notalo. Se dunque non è ragionevole apensare eh’ egli sino a quell’ ora fosse vissuto meno ditrent’ anni ; com’ è verisimile che di ottanlaquattro si to-