SULLE PITTURE D’INNOCENZO FRANCUCC1. 195
legna a visitarvi il Legato Cardinale Giammaria dal-Monle(che dopo due anni fu Giulio Terzo), e alcuni giorni cidimorò. Le quali pitture io tengo senza dubbio che egliper superbia incivile non curasse di vedere; poiché scri-vendo nè manco accennò i subbietti loro; e noi indussead errare, facendone credere ch’elle fossero sei; col direche Innocenzio in ire loggie dipinse due storie per ciascunadi esse: quando le pitture furono pur cinque: una (comedissi) nel mezzo alla loggia orientale; e due per ciascunaloggia d’ostro e di borea: da ponente (siccome già hodetto) non era loggia, ma due grandi camere attestateal salone. Ma chi perdonerà la trascuraggine a Carlo Mal-vasia ; il quale poteva ogni giorno vederle, e certamentenon gliene calse; e contentossi a copiare le brevissimeparole e l’errore dell’Aretino; senza pure aggiugnerviun molto, che almeno il rappresentato dei dipinti signi-ficasse? Di che per sua colpa oggi ignoriamo quale sug-getto i due distrutti mostrassero. Dei tre adunque cheper fortuna rimangono parleremo.
III.
Allegorie delle tre favole dipinte da Innocenzonel Casino della Viola.
Nei quali io stimo che il savio pittore non solamentevolesse mostrare il valore dell’arte, o creare alla vistae alla fantasia vano diletto; ma piacevolmente porre unabuona istruzione sotto gli occhi della gioventù destinataa frequentare quel luogo : e perciò pigliasse a rappresen-tare figurate (per così dire) tre pagine dal copioso vo-lume della mitologia; la quale, a mio parere, non èaltro che un antichissimo racconto di civile sapienza. Però