SULLE PITTURE D’INNOCENZO FRANCUCCI. 197
rispetto a quelle sottili fizioni di urbanità, che i nostrisecoli antepongono ad ogni altra prudenza.
Quc’trovatori di favoleggiato senno consideraronol’amore; commiserando all’infinita moltitudine, che sistupisce alle pene, alle incostanze, ai pentimenti di lui,si stupisce all’odio o al disprezzo e al vergognarsi che loaccompagnano o gli succedono : si stupisce invano, e nonconosce la natura di Amore . Essi con bellissimo avver-timento ce la mostrarono in quella favola di Psiche , osia dell’ anima innamorata: dove ci rivelarono Amore non esser altro che illusione, colla quale ci figuriamodell’amata persona mille beni. E perchè malagevolmentepuò questa illusione trovarsi eguale ad un medesimotempo in due; quindi rarissimo l’amore pienamente edugualmente reciproco. Tanto poi maggiore la difficoltàche alla illusione succeda nello stesso punto in entrambiil disinganno: quindi il dolore e i lamenti dell’infelicis-simo, che dopo il ravvedersi dell’ altro si continua nel-l’amato errore. E secondo queste intenzioni dicevano diPsiche , bellissima e semplicissima giovinetta ; che avendosortito uno sposo giocondissimo, il proprio figliuolo dellabellezza, ebbe da lui precetto che stesse contenti! al go-derlo, fuggisse di conoscerlo: ed appena l’incauta curio-sità vide, ed esplorato con attenta lucerna conobbe l’au-tore di tanti diletti, l’Amore crucciato battendo le alifuggì. Invano si affaticò la dolorosa fanciulla di ritenerlopei piedi. Ella cadde. E le furono intorno tre ancelledella madre di Amore , Assuefazione, Malinconia, Inquie-tudine; che maligne tormentavano la poverina. Così lafavola filosofò di Amore; il cui impero, quasi non evita-bile a niuna gioventù, spesso tiranneggia l’età debitealla prudenza, all’ambizione, all’ avarizia.
Nè meno sagacemente contemplarono coll’animotutte le diverse indoli delle donne; e ciascuna per ac-