‘200 SULLE PITTURE O’ INNOCENZO FRANCUCCI.
per diletto a tanti Dei, a tanti mortali (cioè a tanti no-bili, a tanti plebei) essendosi sottoposta, mostrò di avercari sopra gli altri Adone cacciatore e Marte soldato;rammentarono il costume delle belle, che ridendosi diciò che negli uomini suole dagli uomini più stimarsi, an-tepongono a tuli’altro la spensierata e ardita robustezza:e più particolarmente espressero quelle insaziabili di vo-luttà (pari a Cleopatra ultima de’Lagidi, alle due Giulie,alla moglie di Claudio, alle due Faustine, a Lucietta(igliuola della minore Faustina, alla seconda Giovannadi Napoli, a Margherita Valesia figliuola del secondo En-rico) le quali, come abbiano ogni voglia sbramata, di-ventano ghiotte d’infamia. Diana fu simbolo di quellefalse, lascive, superbe; che non astenersi, non tempe-rarsi del biasimato piacere sopportano ; e con tutto ciòpretendono fama di pudicissime.
Di lei narrarono lunga c variata istoria. E primacome spaventata a’travagli di Latona sua madre nelparto, si risolvesse di mai non patire simil cosa: e dalsuo padre Giove impetrasse di rimaner sempre vergine:e come per dar colore al superbo proposito, facendovita appartata dagli uomini per le montagne e ne’boschi,solo da vergini accompagnata, solo in caccia di fiere sitravagliasse : e quanto ferocemente nelle seguaci esi-gesse castità averlo provato la povera Calisto, si crudel-mente punita di non aver potuto difendersi dagl’ ingannie dalla violenza di Giove. Ma poi la casta, ammollito ilrigore dell’ altero proponimento, riscaldata e inteneritaalle bellezze di Orione , tanto di lui fu presa e perduta, cheduro contrasto ebbe Apollo d’impedirla da farselo ma-rito e signore: ed ella poi infuriando per gelosia chedal troppo bello e troppo amato giovane, con manifestodisprezzo, non pure l’Aurora ma non so quali damigellefossero a lei anteposte, colle proprie saette lo ammazzò.