SULLE PITTURE D’INNOCENZO FRANCUCCI. 201
‘Seguitavano raccontando come non amore soltanto (diepiù condonabil pare) ma vile avarizia (che anche le Dee e le regine occupar può) vinse la pudicissima; che alledonate lane di Pan, ricco pastore di Arcadia, si lasciòpersuadere: tornata poi in servitù di amorose cupidità,andò cercando gli affetti e’baci d’un pastorello di Caria.
Nè di queste misteriose favole dovrà far beffe chipensi quante volte nel mondo tali allegorie ebbero corpodi verissima istoria. E ognuno di voi può ricordarsi, tramolte, quella regina degl’ Inglesi Elisabetta ; dalla cuiambiziosa ostentazione di verginità una parte delle Ame-riche settentrionali, sotto il suo impero trovata, presenome Virginia ; ed ella facendosi tante fiate supplicaredal suo Parlamento di maritarsi, e altrettante da’mediciproibire, avviluppava si lunga c si intricata favola diprincipeschi e di privati amori. E chi non rise (45 annisono) udendo come Caterina Seconda non por fieramentesi cacciasse di corte una damigella, per essersi con ef-fetto lasciata amare da milord Macartney, e a quell’ora-tore del Re d’Inghilterra vietasse per alcun tempo dicomparirle innanzi ; ma che inoltre avendo per casoascoltate due principali dame dell’ impero, le quali nellalibertà di un ballo mascherato cianciavano di qualcheloro amore, sgridandole comandasse che quindi si par-tissero?
Ma quegli antichissimi prudenti, siccome volleroche non andassimo presi alle vane larve di pudicizia ; eci scaltrirono a conoscere che i femminili appetiti caderpossono in qualunque alta generazione di donne ; cosìad essere cauti ci ammaestrarono; proponendoci a quantopericolo si divulghino, o anche solamente si cerchino, oanche non cercali si sappiano gli odiosi segreti di quelleche per superbia, volendo essere tenute impeccabili, edessendo a sdegnarsi prontissime, hanno per la potenza