202 SULLE PITTURE D’ INNOCENZO FRANCUCCI.
apparecchiati strumenti delle inique vendette. Di chealle cose narrate di Cinzia aggiunsero la sventura di At-teone; uomo di vita innocente, e di gentile sangue, comenato di Aristeo figlio d’Apollo da Autonoe figliuola diCadmo . Del quale Alteone raccontarono che avendo,non di volontà ma per caso, veduta Diana ignuda in unafonte bagnarsi (così modestamente significavano l’averesaputo di lei alcuna disonestà, ch’ella voleva occulta) lafuriosa dea fecelo sbranare a’cani: e cani intendevanoque’ satelliti o cagnotti che dovunque adulando circo-dano la beltà o la ricchezza delle temine. E dicevanoch’ella avealo innanzi tramutato in cervo: a significarecome prima di spegnerlo volle avvilirlo, e di mala ripu-tazione falsa colle calunnie coprirlo. Queste due simbo-liche e molto istruttive favole (dico Endimione ed At-teone) rappresentò Innocenzo Francucci nella loggiaverso mezzodì.
IV.
Prima pittura nella Viola : Endimione e Diana.
Nella'dipintura che avete a sinistra fece gli amoridella dea con Endimione . Lui pose in una campagna,incoronato di ellera, seduto in mezzo a pastori e caccia-tori, che attentissimi Io ascoltano. E queste sei figuresono distribuite sul pendio di una collina (che si alza adestra del quadro) vestita di alberi, dove pecore e vac-che quali riposano e quali pascono. Un pastore, allasinistra del parlante Endimione , sta in piedi; e per vec-chiezza incurvandosi e al bastone appoggiandosi, conmirabile affetto è tutto intento a udire. Degli altri due,al destro lato di Endimione ritti, uno ha lo spiedo (come