SULLE LITTORE D’INNOCENZO FRANCUCCI. 205
cacciatore) e coll’altra mano tiene a guinzaglio un cane.Dalla parte medesima, in poca distanza, due tra sè vi-vamente disputando sopra le cose dette da Endimione ,siedono. Sopra tutti costoro, nell’ alto cielo, vedete Cin-zia bellissima, tirata da una coppia di cavalli bianchi; invista di grande c amorosa maraviglia contemplando ilbello e saputo garzone.
A Marco Manilio , dicente (nel quinto dell' astrono-mia) che Febo corra i celesti spazi in quadriga, e suasorella in biga, consentono per lo più gii autori: nonperò concordi nel dare cavalli al cocchio del Sole: con-ciossiachò Sidonio e Claudiano Io l'anno tirare da grifi ;e Filostrato (nel terzo della vita di Apollonio, al quattor-dicesimo capo) dice che gl’ Indiani dipingono il Sole tiratoda una quadriga di grifi ; ed una scultura di tale manieranella vigna de’Cesarini, con una iscrizione votiva dicerti Claudii in versi orientali di aulica lettera, fu ve-duta in Roma da Filippo Buonarroti . Assai maggiore va-rietà di opinioni circa il carro lunare; che Pesto Pom-peo vuole tirato da un solo mulo: dichePausania (nelquinto al capo undecimo) fa cagione una sciocca favola chedel mulo si racconta; ma tace qual sia. Dal resto degliscrittori si concede alla Luna la biga: la quale Manilio fadi cavalli; Claudiano e Ausonio di giovenchi; ma Calli-maco di bianchi cervi: e questa sentenza piacque al di-vino Correggio , nella sua stupendissima Diana in sanPaolo di Parma. Annibai Caro, delle poesie dottissimo,discorrendo a Taddeo Zuccheri il dipingere una Luna nella camera da dormire del Cardinale Alessandro Far-nese in Caprarola , si ricordò Isidoro, e propose una bigadi un cavallo bianco e di un nero. Vedete, o giovani, quan-te considerazioni erudite occorrono ad un artista, pureintorno alle proprietà del suo suggetto ; e quanto vi con-venga essere forniti di lettere. Il nostro pittore con ot-