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Volume I.
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208 SULLE PITTURE D INNOCENZO FRANCUCCI.

poiché essendo già trovato da Tamira il modo grave eguerriero, Dorico; e da Anfìoneil modo Lidio, dilicatoelieto, per gli amori econviti; Mursia, insieme col padre,ai nobili e religiosi affetti il modo Frigio trovò. Poi, disuo ingegno, al flauto e alla sampogna diede perfezione.Con cera e con fili congiunse più canne, di lunghezzeineguali : e la sampogna di semplice fece composta. In-ventò il flauto doppio. Per la maraviglia di che le gentidissero, eh egli raccolse il flauto gìttato da Minerva,quando a medesima per la sconcezza delle gote en-fiate dispiacque. Plutarco aggiunge che a quella bruttezzapose rimedio; insegnando nasconderla, e coprire la fac-cia del sonatore con un velo, che dicevano propriamente7rtpi(jTopuov, perchè girava intorno alla bocca; sicché dive-nisse grazioso latto, che prima appariva deforme: e atemperare limpetuoso ed aspro uscire del fiato prowid-de,cignendo con una linguella, che fu chiamata tpopGua.Marsia era dindole soavissima, affettuosa, vereconda.Sinnamorò in Cibele , figliuola di Mèone e Dindima chela Frigia regnavano. Costei ebbe la persona migliore chelanimo. Della quale scrive il Siciliano Diodoro, nel terzo,che fu un poco intinta nelle naturali scienze; e che eser-citandosi nella musica, e avendo trovati i cembali etim-pani, gli adoperò alle danze. Per questa conformità dimusicali studi cercò di conciliarsele, e sperò entrarlenell animo il castissimo c timido amante; al quale ognibaldanza di parole, non clic daltro, mancava. Innamo-rato di cuore, e senza ardimento, qual successo potevaaspettare? E qui le belle sorrideranno un poco, ripen-sando coni ella è antichissima, e per così dire legittima,la disavventura di questi troppo accesi e troppo modestiamatori. La principessa, infastidita del buono e dottocavaliere, pose tutto il suo intendimento in uno sbar-batello ignobile, di nome Atti, di nazione pastore; e