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Volume I.
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ELOGIO DELLA MADIA GIORGI.

quando nel 4807 la città fecariverenza al Principe figliuo-lo di Napoleone Augusto, quegli pure ascoltò le sue e lepaterne lodi cantate con musica della Giorgi. La quale,già per lingegno e per gli studi sufficiente maestra, cor-tesemente a molti insegnò quello che egregiamente sa-peva: e molti oggi son lodati, uomini e donne, che vo-lentieri da lei riconoscono ciò che hanno di fortuna e divalore nell arte. Ben confesso eh io non crederci, se nonci fosse testimonianza solenne dintere città, chellabastasse a ben comporre improvviso. E quanto sia mi-rabile, tanto è certo che più volte nelle accademie pub-bliche e neteatri si sperirtientòcon sonatori valentissimi;ora invitandoli di creare subiti motivi, aquali col pia-noforte si accompagnava; ora pregandoli che i trovatida lei similmente seguitassero.

SI manifesta e straordinaria virtù non lasciò luogo al-linvidia: onde però la Giorgi con sincera ammirazionefu liberamente e universalmente celebrata. Di lei si onoròla patria; di lei corse grido per le contrade lontane; leiesaltavano, uomini e donne, i professori : e i maestri,die non adulano, a lei dedicavano in Italia loro opere, alei in Germania : lei visitavano i forestieri, che molte fiateper sua cagione (licevano in questa città più lungo sog-giorno: lei accoglievano già nota e desiderata gli altripaesi: dovette parere bugiarda la fama a cittadini diVienna , che udivano lodarla dal Clementi, dal Cozeluq, eda quello che bastava nominar solo, Giuseppe Haydn : dilei chi perdeva la presenza voleva almeno limmagine;onde in Italia , e fuori, sono moltissimi i ritratti: lei ce-lebrarono assai poeti; de nostri, de Francesi , degli Ale-manni.

di tanta universale affezione dee stupire chi sap-pia (e chi non sa?) ciò che fosse comunemente ammiratoe amato nella Giorgi : la quale, avendo luogo primario