Prefazione
Vin
trarii, alcuni documenti di ben sentire edi bene scrivere più larghi che si possa,e più consentanei alle norme della civilee morale onestà.
E qui mi sia lecito, per dar meglio aconoscere gl’ intendimenti miei, numerareper ordine di materie taluni di quegliscritti, i quali, raccolti insieme, mi pareche, o ne’ principii o ne’ fatti, aggiunganoqualce poco al già detto da altri. Ciò ch’iopr6pongo dell’ innestare nell’ ammaestra-mento letterario la cognizione delle bel-lezze e verità cristiane, era già annunziatoda me in francese più di dieci anni primacbe fosse promossa in Francia siffatta que-stione, e come suole, portata d’una e d’al-tra parte all’eccesso. I Saggi di note aTeodoreto e a Basilio, e alle narrazioni discrittori cristiani, note che danno a vederela convenienza del linguaggio usato daquesti con la lingua e lo stile de’ Latinistimati più puri; le spiegazioni che si prò.vano d’accomodare alla intelligenza deimoderni le dottrine di Tommaso d’Aquino (lavoro che solo forse Antonio Rosmini poteva compiere degnamente); le indaginiintorno alla patria e all’animo di S. Giro-lamo ; le notizie che sono nelle vite del-l’Acami e del Berti, e le cose accennatea proposito dell’Obradovic e del Cara Teo-dori, ecco, per quel che spetta a religio-ne, le parti ove amerei che il lettore fer-masse un poco il pensiero.
Quanto a cose civili, gli articoli di Se-’ nofonte e del Galiani, che si collegano in-sieme; quello del Machiavelli , che vorrebbeessere un saggio del come discernere nellesentenze, anco de’grandi, la universalitàfeconda dalle generalità fallaci, e gli esempimen che veri scelti a confermare un prin-cipio vero; gli articoli sul Poli, sul Gioja esul Rossi; sui Giornali da istituire in paesivarii secondo i bisogni de’ luoghi; e da ul-timo le poche parole che conchiudono l’an-nunzio d’un opuscolo del Soini, scritte dame circa venticinque anni sono.
Di cose filosofiche, non so s’io abbia arammentare i cenni sull’Organo d’Aristo-
tele, e le osservazioni sull’opera del Ro-smini , le quali io do separate dal sunto,superfluo ormai, e sgombre \ di dispute,ormai fatte importune; nelle quali io entraigià, libero da passione,eperamore d’un nomepuro e d’una verità onorevole all’ingegnoitaliano ; ma lasciando le considerazioni sulLamennais , sul Galluppi, sul Costa, sulBasevi, e le note allo Stewart ed al Jouffroy,accennerò il ragionamento sulle Enciclo-pedie che è sotto il nome del Pamphilis,e la lettera al Ravizza sulla facoltà dellamemoria, e quelle al Richard sugli studiifrenologici, da altri non bene usati, maldisprezzali da altri. Nel pensier mio sicongiungono gli studii frenologici, ed al-tri simili, con le pratiche della educazio-ne ; intorno alla quale è qui un lungoscritto sulle benemerite opere del Girarde del Rosi, e altri sulle cure prestate dalMonti e dal Provolo a’ mutoli ed a paz-zerelli. Q
Parte d’educazione, non che d’ammae-stramento , è la lettura scelta de’ grandiscrittori: e del modo di scegliere, ancoda’più difficili, cose intelligibili a’giova-netti, do un saggio dal Poema di Dante .Della morale da ricercarsi nella poesia, edel giudicare gli autori pagani con lo spi-rito d’età più matura, giudicarli senza ingiu-stizia, anzi con maggiore equità, fo provaragionando d’Orazio, di Fedro , di Plinio. LeOpere del Gozzi, i Galatei del Gioja e delGatti,le Novelle delMarmontel, del Thouar,i giudizii del signor Saintc-Beuve e della si-gnora Sand intorno alla moralità letteraria,e alla trista maniera di giudicare la moralitàdel popolo italiano , mi porgono opportunitàa osservazioni le quali confermano (non diròscusano, che di scuse non ho qui di biso-gno) il giudizio severo portato da me conle prove alla mano non tanto intorno acerte parole e atti del Foscolo , quantointorno all’ammirazione da alcuni affet-tata verso tutte le parole e gli atti dilui. Le quali essendo manifestamente re-pugnanti fra sè, chi le ammira tutte, senon lo fa per celia al modo di certi ca-