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Dizionario d'estetica / di Niccolò Tommaseo
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VIII
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Prefazione

Vin

trarii, alcuni documenti di ben sentire edi bene scrivere più larghi che si possa,e più consentanei alle norme della civilee morale onestà.

E qui mi sia lecito, per dar meglio aconoscere gl intendimenti miei, numerareper ordine di materie taluni di quegliscritti, i quali, raccolti insieme, mi pareche, o ne principii o ne fatti, aggiunganoqualce poco al già detto da altri. Ciò chiopr6pongo dell innestare nell ammaestra-mento letterario la cognizione delle bel-lezze e verità cristiane, era già annunziatoda me in francese più di dieci anni primacbe fosse promossa in Francia siffatta que-stione, e come suole, portata duna e dal-tra parte alleccesso. I Saggi di note aTeodoreto e a Basilio, e alle narrazioni discrittori cristiani, note che danno a vederela convenienza del linguaggio usato daquesti con la lingua e lo stile de Latinistimati più puri; le spiegazioni che si prò.vano daccomodare alla intelligenza deimoderni le dottrine di Tommaso dAquino (lavoro che solo forse Antonio Rosmini poteva compiere degnamente); le indaginiintorno alla patria e allanimo di S. Giro-lamo ; le notizie che sono nelle vite del-lAcami e del Berti, e le cose accennatea proposito dellObradovic e del Cara Teo-dori, ecco, per quel che spetta a religio-ne, le parti ove amerei che il lettore fer-masse un poco il pensiero.

Quanto a cose civili, gli articoli di Se- nofonte e del Galiani, che si collegano in-sieme; quello del Machiavelli , che vorrebbeessere un saggio del come discernere nellesentenze, anco degrandi, la universalitàfeconda dalle generalità fallaci, e gli esempimen che veri scelti a confermare un prin-cipio vero; gli articoli sul Poli, sul Gioja esul Rossi; sui Giornali da istituire in paesivarii secondo i bisogni de luoghi; e da ul-timo le poche parole che conchiudono lan-nunzio dun opuscolo del Soini, scritte dame circa venticinque anni sono.

Di cose filosofiche, non so sio abbia arammentare i cenni sullOrgano dAristo-

tele, e le osservazioni sullopera del Ro-smini , le quali io do separate dal sunto,superfluo ormai, e sgombre \ di dispute,ormai fatte importune; nelle quali io entraigià, libero da passione,eperamore dun nomepuro e duna verità onorevole allingegnoitaliano ; ma lasciando le considerazioni sulLamennais , sul Galluppi, sul Costa, sulBasevi, e le note allo Stewart ed al Jouffroy,accennerò il ragionamento sulle Enciclo-pedie che è sotto il nome del Pamphilis,e la lettera al Ravizza sulla facoltà dellamemoria, e quelle al Richard sugli studiifrenologici, da altri non bene usati, maldisprezzali da altri. Nel pensier mio sicongiungono gli studii frenologici, ed al-tri simili, con le pratiche della educazio-ne ; intorno alla quale è qui un lungoscritto sulle benemerite opere del Girarde del Rosi, e altri sulle cure prestate dalMonti e dal Provolo a mutoli ed a paz-zerelli. Q

Parte deducazione, non che dammae-stramento , è la lettura scelta de grandiscrittori: e del modo di scegliere, ancodapiù difficili, cose intelligibili agiova-netti, do un saggio dal Poema di Dante .Della morale da ricercarsi nella poesia, edel giudicare gli autori pagani con lo spi-rito detà più matura, giudicarli senza ingiu-stizia, anzi con maggiore equità, fo provaragionando dOrazio, di Fedro , di Plinio. LeOpere del Gozzi, i Galatei del Gioja e delGatti,le Novelle delMarmontel, del Thouar,i giudizii del signor Saintc-Beuve e della si-gnora Sand intorno alla moralità letteraria,e alla trista maniera di giudicare la moralitàdel popolo italiano , mi porgono opportunitàa osservazioni le quali confermano (non diròscusano, che di scuse non ho qui di biso-gno) il giudizio severo portato da me conle prove alla mano non tanto intorno acerte parole e atti del Foscolo , quantointorno allammirazione da alcuni affet-tata verso tutte le parole e gli atti dilui. Le quali essendo manifestamente re-pugnanti fra, chi le ammira tutte, senon lo fa per celia al modo di certi ca-