DIZIONARIO ESTETICO
AGAMI GIACOMO
Conte romano, o vissuto in Roma il più, poichéle due opere di lui furono stampate quivi , e de-dicate al Lambertini, papa dotto e sveglialo. Nelmezzo del secolo scorso fu il mezzo, a un di presso,della sua vita, a giudicarne dalla stampa di que’due libri, notabili più che dal titolo non appaja.
% J.’unotratta: Dell’antichità e dell’autore e de’ pregidel Sacramentario o messale veronese, pubblicato dalpadre Bianchini *: il qual libro l’Acauli dimostraessere del quinto secolo almeno; sì perchè fattovicenno (sebbene non come di cosa presente, al pa-rer nostro) delle persecuzioni che pativa la Chiesa;sì perchè rammentato , come de’ sepolcri de’ mar-tiri faeessersi altari ne’ cimiteri (sublime rito checongiunge la vita alla morte, al dolore la gloria);sì perchè citata una versione della Bibbia diversadalla Volgala; e per altri indizj parecchi. Autoredi parte e raccoglitore del resto, è, a detta deifi-cami, Leone il Grande; e non, come si voleva, Ge-lasio od altri: e si conosce allo stile splendido e co-pioso, e qua e là degno della magnilicenza romanae della cristiana grandezza. Ammirabili le parole:« Di chi celebriamo i trionfi, possiamo la costanzaimitare a . — Per lutti gli spazj del mondo vuoile vittorie de’tuoi martiri propagate 1 2 3 . — Rasso-darsi in pazienza ferma, ed in pia vittoria esul-
1 Roma, Rossi, 1748.
2 Ut quorum celebramus triumphos, possimus imi-lari constantiam. Altrove: cimslauliam veritalis.
3 Per auleta mundi spalla martgrum Inorimi fa-cis victorias propagari.
Diz. Est. Parte Ant.
tare t. — Preghiamo, o Dio , con tutti gli allettila tua maestà, che i vizj nostri tu vinca, così comespegni i funesti nemici de’ corpi nostri; e la schia-vitù che scacciasti di fuori, non lasci che nell’ani-ma solforiamo » ì .
La dissertazione è prolissa; ma dotta e assennata;e dimoslra sì l’autorità della Chiesa romana , sìl’antichità d’alcune dottrine da’ protestanti negate,come il pregare pe’ morti 3 . Liturgico dice loZaccaria il genio del secolo 4 ; ed è importantecosa la liturgia, se guardata come monumento dicostumi, e simbolo di credenze, e parte spiritua-lissima di bellezza , e vincolo e linguaggio dellapiù alta società che sia sulla terra. E quel riccointelletto del Muratori aveva appunto della litur-gia romana stampali due ricchi volumi. Dissentivaegli in qualche punto dall’Acami; ma più gravodifferenza lo divideva nel soggetto dell’altro lavorodel conte Su F origine e i’ antichità della zeccapontificia ; dov’esso, l’Acami, s’ingegna di dimo-strare l’antichità del dominio temporale de’ papi,più su che Pipino 3 .
Nè adulatore è l’Acami; chè molte fiabe e ar-gomentazioni difettose rifiuta; ma ad altre dà pesotroppo. E là dove dice che i primi nemici del cri-stianesimo non tanto miravano a opprimere quello,
t Firma solidari paiienlia et pia Victoria ezultare.
2 Majestatem tuam lotis scnsibus deprecantes, utviiia nostra depellas, sicut corporum ferales extinguisinimicos; nec caplivitatem, quam extrinsecus submovi-sti, sustinere tios patiaris internavi.
3 Pag. 210. Mortalibus nexibus expeditum lux (eter-na possideat.
4 SI. lett. I, 58, 71.
5 Roma, 17!j2. V. Muratori , Ani. Il, 27. V. 09.
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