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Dizionario d'estetica / di Niccolò Tommaseo
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OMERO

Cenni bibliografici.

Il signor Belici era incerto di qual opera fran-cese fosse traduzione questa di Binduccio; ora iotrovo nel Montfaucon 2 questi due primi versiduna versione di Darete , ehè nellAmbrosiana diMilano , ed era già di Vincenzo Tinelli; versioneche al dotto Francese pareva del duodecimo secolocirca :

Salemons nos enseigne et dii,

Et sil lil hun cn son écrit.

E Binduccio: « Salomone lo trasavio, ne inse-gna ed ammaestra in suo libro >.

Questa traduzione in versi, se stiamo a una notadel codice 233 della biblioteca di Monsieur, è la-voro di Giovanni di Meun fatto sulla traduzionein prosa francese dello scritto di Guido. Il passoche lArgelati ne reca 2 corrisponde aneliesso allatraduzione di Binduccio *, e dimostra insieme lafranchezza ed il senno del traduttore toscano: per-chè que due versi

Cist reis aveit un son fièreFiz de son pére et de sa mère ;

Binduccio traduce: questo Pelleus aveva un suofratello ; e non altro.

Vedete derivazione. Dal libro di Guido, la prosafrancese contenuta nel 2S3 della biblioteca di Mon-sieur; da questa prosa, la poesia del codice Am-brosiano , e da quella poesia, verisimilmente, laprosa di Binduccio di Siena .

Rosta a trovare lautore e il traduttore dellaparte contenuta nella seconda metà del codice 43Magliabechiano , e potrebbesi più facilmente se siconoscesse meglio lAmbrosiano citato , e i Fran-cesi che il Benci rammenta; non solamente quellode quali fornisce una qualche notizia , ma e glialtri sci dal numero lxiii al lxviii di cui nullasappiamo, e il ccccxci della biblioteca di Carpcn-tras. Poi lidiindice dei manoscritti della reai bi-blioteca di Torino * è citato il titolo di una sto-ria di Troja , senz altro cenno. Gioverebbe cono-scerlo.

S aggiunge nuovo sospetto. LArgelati cita un-codice della storia trojana con prologo diverso daquello che portano i codici noti. « Naturalmentela gente si diletta di vedere ... s: e dice che que-sto codice era nella libreria del marchese Gabriello

E qui Pandoro le palesa come la sua bellezza piacead un uomo

Olire misura, si che se ne sface.

1 lalaeog., p. 138.

2 1, 341.

3 Ced. Magi., pag. 1 verso, col. 1.

4 T. II, pag. 238.

5 Argel., add. e correz. seconda, pag. 539.

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Riccardi, segnalo Iti, pug. 380. Il fatto si è chequeste appunto sono a un dipresso le prime pa-role del prologo che sta in fronte alla Fiorita diGuido pisano e alla Fiorita dArmannino. Guidoda Pisa : Tutti gli uomini , secondo che scriveAristotile nel principio della Metafisica , natural-mente desiderano di sapere. Armannino da Bo-logna : Tutti gli uomini, secondo che dice Aristo-tile nel principio della Fisica, desiderano di sape-re ». Se dunq-ue sul detto codice di Guido noncade sbaglio, gioverebbe trovarlo (cosa non facilegiacché la libreria del marchese Gabriello Riccardiè altra cosa dalla Riccardiana), e vedere se con-tenga la storia nota del Giudice di Messina , o unacompilazione simile a quelle scoperte o indicateda noi. Certo è intanto che le due Fiorita dAr-mannino e di Guido, ben diverse tra loro, hannoa un dipresso la medesima introduzione: e chesiccome Guido da Pisa attinse da Armannino, cosìArmannino da Guido delle .Colonne trasse granparte di quel che narra' della guerra trojana.

A questo saggiunga il prologo diverso che daun codice francese di Guido delle Colonne trascriveil Benci : Commetti il soit co&twne de mettreles cltoses par écrit .. , 5 »: c si vedrà che nontutte le varie lezioni di questo romanzo sono an-cor conosciute.

Ricapitoliamo. Gli accademici della Cruscaaccennano due volgarizzamenti di Guido: il si-gnor Benci ne scoperse altri tre. Noi abbiamo tro-vato che questi tre da lui stimati volgarizzamentisono il romanzo medesimo accorciato, allungato,rimpastalo ; e che quello di Binduccio è cosa piùbella dello stesso lavoro del Ceffi. Abbiamo inoltrescoperto un nuovo compendio nel Gadd. 74, e partodaltro lavoro danonimo autore avvertita già pri-ma dal dotto bibliotecario della MagliabechianaFollini, jielle brevi illustrazioni del codice 46,pag.*i. àia cièche non era stato avvertilo finoraè la relaziono che il detto codice e il lavoro diBinduccio hanno con l'Ambrosiano accennato dalMontfaucon e dallArgelali. Resta ora a esaminarepiù attentamente lAmbrosiano suddetto, il 253della biblioteca di Monsieur, quelli delle biblio-teche francesi, quel della torinese , quello che ap-parteneva alla libreria di Gabriello Riccardi, c latraduzione spagnola .

L'antica e la nuova cavalleria.

Les institutions chevaleresques , cornine toutesles choses qui ont apportò quelque grand change-ment dans les afl'aires de ce monde, tiennent à deslois générales, qui decoulent de la nature de lhom-me mème et de la sociélé: ellcs se montrent plusou moins évidenles dans toutes les époquesIhuinanité, se trouvant ù l'élroit dans ses ancien-

3 Bibl. Mons. n. 233.