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Dizionario d'estetica / di Niccolò Tommaseo
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SISMONDI SM II)

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Il dolio uomo vociti a ogni costo un contrailo.Enon sarebbe ginevrino. «Qualcontratto, domanda,sottomette il volere dei meno al volere dei pici ? Equal contratto, domando io, sottomise il volere deipiù a quel dei meno ? Finché le questioni son postecosì non cè modo di scioglierle. Il numero nonfa legge: fa il generalo consenso. La corrispon-denza del comando a un dovere, ecco lorigine edel diritto e della legge: nàtali nodi por contrattosi stringono si disfanno.

Più scema, egli dice, il numero dediscordi; epiù il popolo è libero: concorde, è sovrano. » Nondirci. Se tuliun popolo volesse il male, colestanon sarebbe libertà. Questa massima dot SismontTic contradice il suo sistema, e distrugge ogni mo-ralità. da quel principio discende clic* ogni go-verno semplice sia dispotico. » Già questa distin-zione de governi semplici e misti è come in reto-rica la distinzione degli stili, pedanteria e imbro-glio e falsità. E poi bel conforto che il Sismondici! Dispotici i governi semplici, dispotici moltidemisti, le moltitudini tiranne, i ricchi ancorpiù tiranni; dare larmi in mano al popolo, pe-ricolo, ma necessario; poche le vero volontà, matutte le volontà, unite, fan forza. Chi lo capisce?Il governo, «distinto e messo in opposizione colpopolo,* e nondimeno.il popolo deve partecipareal governo. Larghi i diritti municipali' maun sin-daco regio siali ad infrenarli. Lopinione è cosarispettabile, ma in America tutti i guai vengonoda questa opinione ancora più tiranna dei re. Atanti mali sapete il rimedio? Facile: pigliare ilbuono della monarchia, dellaristocrazia, della de-mocrazia, mescolarlo: ecco fatta la libertà.

Altro rimedio: coniare quanti diritti luomo haceduti alla società, quanti nha serbati per. Gliè un calcolo, mi direte, alquanto difficile. Por di-cifra jlo consulti ciascuno il proprio cuore. Ma ilcuore lhan tutti.

E sapete voi quando la rivoluzione diventi legit-tima? Quando i meno ci si sono volontariamenteacquetati.» A questo modo non è rivoluzione governo legittimo al mondo, pur quello diDio . I tristi e il Diavolo non ci si acquetano.

11 cuore decide le questioni politiche: e le rivo-luzioni chi mai le governa? «Il caso, la forza.»Se così è, perchè dunque distinguere con tanta curai meno dai più? Lo so anchio che cosi è quasisempre; ma se il fatto è diritto , a che fare unlibro per difendere il diritto dei meno?

E come lo salvertbbcgli? ecco qui. Una buonacamera di Deputati , due eletti da ciascuna pro-vincia, due dalle principali città, dugento dai bor-ghesi, cento cinque dagli uomini laureali. Eccodunque lo tre panacee: per le rivoluzioni, la forzapccasi dubbi di politica, il cuore; c perchè ilmondo cammini, un centinaio di deputati dottori,di è quanto dire, per lo meno un cinquanta av-vocali. Scappa!

Ma la morale della favola è questa. 11 SismondiGinevrino nega alla ragione umana il libero esa-me nelle cose politiche, e nelle religiose glie lovorrebbe concedere; lo nega alle moltitudini ra-dunate per la scelta dun uomo, e lo vorrebbe con-cedere a ciascuno da per la soluzione delle piùprofonde qiiestioni dellumaoa natura.

SMID CRISTOFORO

Ogni cosa può dirsi a proposito dogni cosa; diche crasi trenlanni 'sono fatto in Francia un me-todo nuovo dinsegnamento, esageralo , come so-glionsi le novità in fjuel paese più forse che inaltri, e quindi poi smesso, ma che ha pure il suolato vero ed utile grandemente. Proponcvasi dianziinsegnare a proposito della storia sacra ogni cosa.E in verità se la storia segnatamente è fitta di re-lazioni con tutte le notizie che importano alluo-mo, più di tutte si è quella che alleva quasi lu-manità dalla culla, la compone pia nel sepolcro,la ridesta c conduce rinnovcllala nellimmensodelleternità. Possono i non credenti negare chequella storia sia vera; ma non già che sia la piùuniversale di tutte, più di tutto comprendente loscibile umano , alle necessità della vita interioreed esteriore più di tutte applicabile. Orio da que-sta universalità per 1 appunto e da questa appli-cabilità della tradizione musaica continuala con lacristiana, credo doversi logicamente dedurre unaconferma della sua verità; perchè veggo esserelegge generalissima dell intelletto e del vivereumano , che le cose più vere c più buone e piùbelle siano le più ampiamente e più costantementeapplicabili..Che se in certi tempi c in certi uomini,in certi libri e in certi atti la tradizione cristianasi restringe e isterilisce, la colpa è delle menti opiuttosto degli animi, che limitando a pochi oggettie meno importanti lattenzione e lamore, dannosembianza di eccezione alla massima, e angustiedi privilegio alla legge.

Se consegua di qui che debbansi n possansi nellaStoria Sacra insegnare ed apprendere tutte le cose,se tutti i fatti della Storia Sacra debbansi inse-gnare a ogni età, e possansi. in modo che ogni etàne approfitti e le intenda; coleste-sono questioniche a me il tempo manca e lautorità di risolvere.Ma quel chio credo lecito desiderare si è che lastoria e ogni disciplina fin dai primi elementi in-segnisi in fórma che nessuna poi delle cose da ap-prendere e da operare si trovi ragionevolmente incontraddizione con quella. Or io confesso che nontutti i libri elementari mi pajono composti contale, previdenza ; e, della Storia Sacra segnatamenteparlando, non direi che le dottrino della scienza ,oramai condotte a certezza, siano con la tradizionereligiosa, coniè possibile e debito,conciliate. E per