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S.MII)
Se per religione del testo sacro riehiodesi clicuna versione sola ne corra in Italia , e questa cona fronte il latino, e note appiè ; io non intendocome poi lascinsi per le scuole versioni più chelibere della parola ispirata , con giunte strane, e• chiose tuli’altro che necessarie inframmesse neltesto. Sarebbero, mi pare, meno pericolose similiimbandigioni agli adulti, che a’ poveri fanciulli, iquali non hanno ancora commesso peccati da es-serne puniti cosi fieramente. E non credo che tullii danari consacrati a usi pii siano meglio spesidi quel che sarebbero nel fornire una versionemigliore che quella di Monsignore Martini, connote tolte da quelle tante opere insigni de’ Padri,clic onorano con la fede insieme l’umano intelletto.Da questo; lavoro potrebbersi poi cogliere i passipiù accomodati a uso della gioventù nelle scuolei quali, colla Volgata a fronte, ajuterebbero poi adapprendere la lingua latina ; c dovrebbersi porgereben distinti da quegli altri lavori d’illustrazionee d’applicazione che posson farsi in servizio si de-gli scolari e sì de’ maestri. Tali lavori debbono va-riare secondo i luoghi e i tempi, e il grado del-l’insegnamento, e gl’intendimenti speciali. Non amodello ma a scusa, io recherò il fatto mio; che,invitato a scrivere un libretto di narrazioni in usodelle scuole di Trieste , le quali un governatore,anni innanzi il mille ottocenquaransei, pareva vo-lesse rinnovellare, lo feci col titolo Esempi di ge-nerosità, proponendo di cogliere dalla Bibbia queifatti in cui fosse più cospicua la norma del bene(lasciate da parte le colpe e la punizione loro), ctra quelli stessi scegliendo gli esempi di virtù so-ciale. Delle quali narrazioni talune furono stam-pate col titolo: Del come narrare la StoriaSacra ; non già ch’io intendessi offrire questo perl’unico modo e il migliore, ma uno de’molti.Giacché potrebbersi da quel libro inesauribile de-durre ammaestramenti più specialmente appro-priati alla vita civile, siccome fece , con intendi-mento più limitato nella sua altezza, delle cosepolitiche il Bossuet : potrebbesi a ciascuna condi-zione di persone, c a ciascuno stato delle condizio-ni varie, trarne ammaestramenti peculiari; potreb-besi riguardarlo in relazione col generale concettoc sentimento del bello, o segnatamente cot bellopoetico, o con l’oratorio; o con l’alta filologia, ocon la storia universale, o coi monumenti dell’ar-te, o colle maraviglie della natura, o con la scienzadelle cose corporee, o in modo particolare con que-sta o con quella delle sue discipline. E ciascunodi questi vari rispetti presenterebbe materia d’uninsegnamento da sè, e di trattate-ili distinti. Mavarietà grande di questi potrebb’essere comportatae richiesta da sole le applicazioni morali; purché,ripeto, i detti trattatelli fossero dal testo sacro di-visi, e solo quello mandassesi fedelmente a me-moria , gli altri dessero soggetto a colloqui c adesercizii di scrivere. Ne’ quali colloqui e esercizii io
crederci non illecito tener desta l’attenzione, o ad-destrare l’imaginazione ad un tempo e il razioci-nio, col porre dinanzi agli occhi quelle circostanzedo’fatti che il libro sacro non nota espressamente,ma da quant’ esso di ccsono, secondo la necessità delprobabile, sottintese. Imperocché il probabile, cosìcome il possibile, e tanto più, ha la sua logicanecessità.
Fintanto che questo desiderio s’adempia (e bi-sognerebbe affrettarsi , acciocché le società bibli-che, sebbene con poco frutto , non pacano più ze-lanti di noi, o che molli non siano condotti alDiodati, insufficiente anche esso oltreché non fe-dele, dalla insufficienza del disgraziato. Martini),sia lecito supplicare che i libri di scuola sianopiù accuratamente dettati che questo del buoncanonico , al qual per vero non Ja grande onorocon la sua versione il buon Cereselo ; se pur n’èesso, come dicono, il facitore. Non credo sia giuntadi lui quel raccomandare per 1’ appunto a propo-sito del mondo adolescente, ai bambini, che sianodevoti e buoni come il bambino Gesù ; ma dircicolpa della versione chiamare Dio amorevole versogli uomini , parola languida e impropria ; e, l’or-dine della creazione, finirlo due volle prima dellasettima giornata, con dire: finalmente nel quintogiorno .. . infine nel sesto giorno ...,- e alla finedelle fini, da ultimo Iddio creò l'uomo- Io nonso quel che dica il canonico Schmid della luna;ma quand’ anco all’onorando tedesco venisse dettoche nel principio I ’ amica luna scintillò, era, mipare, opera di buon amico smorzare alla lunad’Italia quelle scintille. Non so se la Genesi ale-manna faccia che l' acqua si riempia di pesci,l’aria d’augelli; ma in Italia i pesci perambu-lant semitas maris, che non può esserne dunqueripieno. E molto meno V aria d'augelli-, i qualise si dicessero alla buona uccelli, non ne perde-rebbe punto la maestà della storia; sebbene nellecampagne toscane viva perfine I ’ausgello. E que-sta preghiamo che non sia riguardata come osser-vazione frivola ; perchè l’adoprare co’ giovanettile voci buone del più comune uso non è sola-mente comodità del maestro e avvedimento lette-rario , ma sapienza civile e carità cristiana. E si-milmente io non veggo perchè, potendo noi direalla schietta dimostrarci , dobbiamo-, come fa il-Cereselo, prescegliere l’ addimostrarci ; non veggoquanto ci si aggiunga d’eleganza o di dignità.
Ma finaltanto .che pur questo poco si faccia ,chiediamo supplicando il meno possibile, dico chenon si faccia una cosa ; che questi tali libri nonsiano i bambini sforzati non pure a masticarlitutti i giorni mattina c sera, ma a r impinzarnela memoria ; che I’ anima loro non sia , insiemecon la memoria, da tali cibi aggravata, ammalala,contaminata. Inutile rivolgere di questo le pre-ghiere ai maestri e alle maestre, i quali, sentisseroanco lutti e la tristezza del morbo e la necessità