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Dizionario d'estetica / di Niccolò Tommaseo
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STAY

Ma cotesto è troppo pretendere , e sente dellebaldanza del secolo andato, che tutta dall analisiripeteva la scienza. E quel eli accenna lo Staydella precellenza del tempo suo, delle lodi di Fran-cia , dellorigine delle idee generali, che dalle sin-gole a poco a poco ammontate si vengon forman-do, lo mostra più delle fisiche dotto che delle me-tafisiche cose.

Non già che, quanto alle religiose e alle mo-rali, parleeipass egli delle servili licenze vantatecomunica libertà. E laddove tratta degli affetti ededoveri umani, ne tratta comuomo altamenteconscio del vero Tra le molte sentenzo notabiliper bellezza e di concetto e di forma, reco que-st una:

Splendidius multo est, plus a virtute levandis

Auxilio miseris quam piena promere ab arca.

La vile ricchezza sempre il degno uomo, senzira,dispregia dall alto del verso suo ; e in modo mae-strevole accenna le nuove ppverlà più terribili,che sempre dalla ricchezza corruttrice vengonopullulando.

.... prima amata, nova surgere egestasUsque solet ....

E sale al tempo quando la potestà patria era ditutte l'ottima; e viene dicendo come

.... cessere in opes privatas publica terree

Jugera ....

Ogni grandezza scompagnata da virtù e a luimiseria. E più volte ritorna su ciò il cittadino diRagusa , che la politica stimava scienza universale,e di molte signora, di molte ministra ; e così les-senza di lei definiva scrivendo al nepole dunPapa : immance liberiana itsum slatuet ac de-flniet. Costituire, e circoscrivere; quello senzaquesto, questo si può senza quello. Molti sicredono costituire togliendo il limite ; altri a li-mitare badano, a costruire no: erranti o rei.

Or come mai uomo tale poteva egli scrivere que-sti versi degni dell Ilobbes ?

Ad mores nam mens prona est humana ferinos,

Atque humiles faeile, assiduo vexata pavore,

Induit ipsa animos ....

Ma questa è forse lunica macchia di falsitàmorale in tanta luce di vero; e non è da farnecolpa allanimo suo; come allingegno (in tantaricchezza dimagini e concetti nuovi ) è da farcolpa di qualchaccenno mitologico parco e fugace,la cui parsimonia appunto denota il suo senno. pur que pochi, volgari; e vel dicono i versidov egli promette volare più alto che con 1 aledi Pegaso , sul Parnaso non solo, ma e sopra lepiù alte terre e le nubi e le stelle. Grande impresaper vero. '

.... Cnnclarum vires ac fntdera rerum

Scrutavi, atque artem qua toius flectitur orbis,Viz. lisi. Parto Ani.

m

Se bisogni o giovi trattare in verso argomentiche

.... Verbisrvix sunt adeunda solutis,

e dire in latino cose chappena il disegno puòdire dalla viva voce illustrato, non cerco. Poemididattici da ingegni simili allo Stay non sarannotentati forse più; ma Parmenide li tentò, Seno-fane, Empedocle ; e il Leibnizio ne lodò il Poli-gnao. Due insegnamenti da chiari esempii (se-guiti che siano o no) possiam trarre: che dottrinasenza eleganza è decrepita; questa senza quella,infante. Non è degno dellarte (dice CristoforoStay) primus tantum adilus et stimma rerumvestigia persequi ; conviene Musas omnino utsapianl adigere. Che le disgraziate Muse sianligliuole dellignoranza, nessuno ha detto in pa-role, col fatto di molti. Ma come dalle profonditàdella scienza escano acque limpide di bellezza,ecco vel mostra questo Raguseo, alto inluonando:

Terrarum ccclique polena atque uberis almaNatura genitrix, magnum, Sapientia, numen,Quam Pater haud ulti nec majestate secundamEdidit aterna fecundw in imagine mentis.

Depiù nobili versi chabbia la lingua di Virgiliorisuonati ; se forse non fosse da notare il nec se-cundam, come minore del vero, c cho troppo ra-menta 1' oraziano nec viget quidquam simile autseeundum, dove il concetto è più cristianamenteteologico, che non sia nello Stay cristiano.

E sio dovessi recare lutti que passi dove lafaconda evidenza della sottile dimostrazione, o lab-bondante e pur severa leggiadria delle imagini, ola schietta grandezza del vero generalissimo, belladel suo fecondo candore, fanno mostra di, con-verrebbe recare non poca parte del libro. Quantiversi citabili, e stanti per di propria bellezza !Quante franche sentenze, e degne duomo forte-mente cristiano, sopra i pubblici reggimenti t Eque tocchi del cuore, mostranti, come, datoli adaltri soggetti, avrebbe tale ingegno lasciaiormadi più profondai Detrovatelli:

. . . tir primum in luminis orasEdita, perque vias proles deserta jacebat ;

Et loca vagitu complebat, parvaquw circumBrachia tendebat non umplexura parentes.

E dEro misera, desiderante gli amplessi del mortoamico:

.... expectansque madentia brachia colloEt teneris commixta amplexibus oscula salsa.

E il tremuoto della sua patria ! Col quale, atutta lode di nuovo rammentato, mi giova dar fine.

si