STAY
Ma cotesto è troppo pretendere , e sente dellebaldanza del secolo andato, che tutta dall’ analisiripeteva la scienza. E quel eli’ accenna lo Staydella precellenza del tempo suo, delle lodi di Fran-cia , dell’origine delle idee generali, che dalle sin-gole a poco a poco ammontate si vengon forman-do, lo mostra più delle fisiche dotto che delle me-tafisiche cose.
Non già che, quanto alle religiose e alle mo-rali, parleeipass’ egli delle servili licenze vantatecom’unica libertà. E laddove tratta degli affetti ede’doveri umani, ne tratta com’uomo altamenteconscio del vero Tra le molte sentenzo notabiliper bellezza e di concetto e di forma, reco que-st’ una:
Splendidius multo est, plus a virtute levandis
Auxilio miseris quam piena promere ab arca.
La vile ricchezza sempre il degno uomo, senz’ira,dispregia dall’ alto del verso suo ; e in modo mae-strevole accenna le nuove ppverlà più terribili,che sempre dalla ricchezza corruttrice vengonopullulando.
.... prima amata, nova surgere egestasUsque solet ....
E sale al tempo quando la potestà patria era ditutte l'ottima; e viene dicendo come
.... cessere in opes privatas publica terree
Jugera ....
Ogni grandezza scompagnata da virtù e a luimiseria. E più volte ritorna su ciò il cittadino diRagusa , che la politica stimava scienza universale,e di molte signora, di molte ministra ; e così l’es-senza di lei definiva scrivendo al nepole d’unPapa : immance liberiana itsum slatuet ac de-flniet. Costituire, e circoscrivere; nè quello senzaquesto, nè questo si può senza quello. Molti sicredono costituire togliendo il limite ; altri a li-mitare badano, a costruire no: erranti o rei.
Or come mai uomo tale poteva egli scrivere que-sti versi degni dell’ Ilobbes ?
Ad mores nam mens prona est humana ferinos,
Atque humiles faeile, assiduo vexata pavore,
Induit ipsa animos ....
Ma questa è forse l’unica macchia di falsitàmorale in tanta luce di vero; e non è da farnecolpa all’animo suo; come nè all’ingegno (in tantaricchezza d’imagini e concetti nuovi ) è da farcolpa di qualch’accenno mitologico parco e fugace,la cui parsimonia appunto denota il suo senno.Nè pur que’ pochi, volgari; e vel dicono i versidov’ egli promette volare più alto che con 1’ aledi Pegaso , sul Parnaso non solo, ma e sopra lepiù alte terre e le nubi e le stelle. Grande impresaper vero. '
.... Cnnclarum vires ac fntdera rerum
Scrutavi, atque artem qua toius flectitur orbis,Viz. lisi. Parto Ani.
m
Se bisogni o giovi trattare in verso argomentiche
.... Verbisrvix sunt adeunda solutis,
e dire in latino cose ch’appena il disegno puòdire dalla viva voce illustrato, non cerco. Poemididattici da ingegni simili allo Stay non sarannotentati forse più; ma Parmenide li tentò, Seno-fane, Empedocle ; e il Leibnizio ne lodò il Poli-gnao. Due insegnamenti da sì chiari esempii (se-guiti che siano o no) possiam trarre: che dottrinasenza eleganza è decrepita; questa senza quella,infante. Non è degno dell’arte (dice CristoforoStay) primus tantum adilus et stimma rerumvestigia persequi ; conviene Musas omnino utsapianl adigere. Che le disgraziate Muse sianligliuole dell’ignoranza, nessuno ha detto in pa-role, col fatto di molti. Ma come dalle profonditàdella scienza escano acque limpide di bellezza,ecco vel mostra questo Raguseo, alto inluonando:
Terrarum ccclique polena atque uberis almaNatura genitrix, magnum, Sapientia, numen,Quam Pater haud ulti nec majestate secundamEdidit aterna fecundw in imagine mentis.
De’più nobili versi ch’abbia la lingua di Virgiliorisuonati ; se forse non fosse da notare il nec se-cundam, come minore del vero, c cho troppo ra-menta 1' oraziano nec viget quidquam simile autseeundum, dove il concetto è più cristianamenteteologico, che non sia nello Stay cristiano.
E s’io dovessi recare lutti que’ passi dove lafaconda evidenza della sottile dimostrazione, o l’ab-bondante e pur severa leggiadria delle imagini, ola schietta grandezza del vero generalissimo, belladel suo fecondo candore, fanno mostra di sè, con-verrebbe recare non poca parte del libro. Quantiversi citabili, e stanti per sè di propria bellezza !Quante franche sentenze, e degne d’uomo forte-mente cristiano, sopra i pubblici reggimenti t Eque’ tocchi del cuore, mostranti, come, datoli adaltri soggetti, avrebbe tale ingegno lasciai’ormadi sè più profondai De’trovatelli:
. . . tir primum in luminis orasEdita, perque vias proles deserta jacebat ;
Et loca vagitu complebat, parvaquw circumBrachia tendebat non umplexura parentes.
E d’Ero misera, desiderante gli amplessi del mortoamico:
.... expectansque madentia brachia colloEt teneris commixta amplexibus oscula salsa.
E il tremuoto della sua patria ! — Col quale, atutta lode di nuovo rammentato, mi giova dar fine.
si