SYETONH) - TASSO
Corona murale possiamo ben dire. La muralein altro senso adoprano il Tasso ed allri Nè co-rona vallare sarebbe barbaro, poich’ ha I’ uscitamedesima di singolaree simile; e poiché vallareverbo s’ha in Dante . Ma meglio castrense ; chela corona vallare con questo altro nome chiama-vasi; e castrense è voce a’giureconsulti già nota.— Xystis et nemoribus coluit : adornò di vialicoperti e boschetti. Lo sisto era passeggiata co-perta, pel verno, ora con portici or senza ; con al-beri cincischiali e foggiali, com’usa tuttavia; ondenon a caso traduce il Dal Rósso spalliera. Se nonle piace viali coperti , dica loggiati , ma viale'comprende e le colonne ed il verde, la naturacon T arte.
— T>xvóyu ai chiama Augusto giardinetto, sic-come luogo ove Farti del pensiero e nascono ecrescono, lo direi stadio ; che così chiamiamo equello dell’autore e quel dell’artista; e dell’av-vocato e del notajo altresì, arti, come ogun sa, li-berali ed amene. Se studio però le par languido,dica giardino dell’arte
La differenza Ira l’ovazione e il trionfo è notis-sima. — « Entrò in Roma ovante due volte : treebbe trionfi solenni ; » curules è parola inchiusain triumphos.
Dabat phonasco operam: apprendeva declama-zione. Le due voci si rispondono nella radice; cla-mo, piami.
Quod bonum faustumquc sit : » che sia in be-ne». 0: che sia in ventura di bene.
TASSO.
Sua varianti ; a dalie varie lezioni da’ grandi scrittori,considerate corno studio di stile.
Se giova correggere le composizioni degli al-lievi , c additare come lo possano correggere dasèjdove correggendo le abbiano migliorate, doveno : certamente molto più giova osservare comeabbiano gli scrittori grandi corrette le opere loro,come le abbiano variamente gl’ interpreti lette edintese; e cercare il perchè di tali varietà, e traesse scegliere le più potenti. Pochi studi! cred’ iopiù di questo conducevoli a formare lo stile. Nòle ragioni della bellezza son sempre ineffabili ; ese pure inesplicabili con lungo discorso , imper-scrutabili certamente non sono. Meglio almeno lepuò intendere il giovanelto, che non intenda i pre-cetti. Pare strana, ma pure è naturai cosa, che gliamici dfelle regole retoriche sieno acerbi nemicialle considerazioni che chiamausi estetiche. E nonsolamente giova notare i modi varii come lo scrit-tore espresse un’idea nel medesimo luogo del suolavoro od in altri ; ma i modi altresì come i variiscrittori espressero la medesima o simile, sia chel o facessero imitando l’uno l’altro, sia che rincou-
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traudosi nello stesso pensiero. Il paragone è luceed esercizio della mente. Onde invece d’illustrarecon vignette, com’usa adesso, le opere degl’ illu-stri , gioverebbe sotto alle loro parole schierare ele correzioni eh’ eglino stessi fecero, e le lezionivarie de’codici, ei luoghi a’quali essi attinsero,e quelli dov’altri attinsero ad essi Nè io sono av-verso allo stampare, de’pochi scrittori pensati, finle menome cose.
Tornando alle correzioni dall’ autore medesimofatte, lo studio di quelle esercita, non solo la de-licatezza del sentire e I’ acume dell’ intendere, maeduca la forza altresì del volere. Perchè l’impa-zienza del rimeditare la parola, e del farla ade-guala al concetto, è fiacchezza di spirito vano ; iltenace amore della perfezione, in quanto è concessaad opera d’ uomo, e umiltà dignitosa, c quasi mar-tirio generoso in nome del Bello.
Essend’ io a Mompellieri, in un codice della bi-blioteca, mostratomi dalla cortesia del signor Kun-holz potei consultare alcune inedite varianti dimano del Tasso , falle al poemctlo del Monte Oli-veto.
Il codice conteneva altre cose non istampate ,delle quali talune il professore Gazzera diede inluce ; non tutte. Delle varianti del poemetto chedico ; pongo le più tra quelle delle venti primestanze, per saggio del come potrebbesi tale studiorendere alla gioventù fruttuoso.
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Tu che sol di te stesso il ciel profondoE il lieve fuoco e 1' aria e il salso umoreRiempi, e la gran madre ; e reggi il mondo.
Mi. Riempi con la terra e lutto il mondo.
Gran madre è tradizione pagana , che distrugge,o allontana almeno l’idea di Dio creatore. Megliola terra', mala correzione è guasta dal con; pareche Dio riempia le delle cose con la terra, o chela terra le riempia con lui. Reggi il mondo ag-giungeva un’idea ....
. ..l’ingegno desia
Mi .or desta
Per reggere il suono. Hai qui come un preludiode’ monosillabi alfieriani, e di quella concisioneverbosa, c di quegli impeti stracchi.
.severa leggo (religiosa)
Mi .devota
Idea più soave, e più degna del tema.
. . . come statua o simulacro
Al tuo nome, Signor, solenne e sacro.
Mt .drizzato e sacro
o.diretto.
Simulacro solenne , non era proprio. Solennipotrannosi dire gli altari nel dì solenne. Ma nonpuò una statua essere solenne sempre. Nè simula-