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Dizionario d'estetica / di Niccolò Tommaseo
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ASSON B . . . .

colla di lodi a defilalo non ricco, quando non cisi nasconda sotto un secondo line , non è delleignobili.

Il detto dottore, eh è medico del pio istitutodella Ca di Dio , potrebbe e di quello e daltrisimili fornire notizie ; c coll esempio dell anticapietà eccitare la nostra; e mostrando delle co*stiluzioni vecchie i beni e gl inconvenienti, ad-ditare come far quello migliori, e le nuove ordi-nare.

AVOLIO FRANCESCO DI PAOLA

Memorie interno al cav. Mirabella.

Il Mirabella che, nato nel XVI secolo, fiorì nelXVII, dotto illustratore delle memoiie pairie, me-ritava da un suo concittadino questo tributo dilode. Lopera sua principale Delle antiche Sira-cuse, mollo encomiata, ebbe il Bonanni detratto-re acre. Se non che (vedete singolarità), dopo mortoil Bonanni, sorge un Pietro Carrera , e protestache lopera al Bonanni attribuita è sua ; ma isti-gazione dei Bonanni essere le insolenze in quellascagliate al cav. Mirabella. Io capisco che un cri-tico anonimo usi parole ingiuriose contro un au-tore che non è di suo genio ; ma cotesto pubbli-care I opera altrui col proprio nome por la solaragione di avervi inserita una qualche imperti-nenza, 6 cosa singolarissima, anco in mezzo alletante singolarità che presenta la storia delle im-pertinenze letterarie in Italia . Sta a vedere poi ,se il Carrera dicesse il vero, e se lopera fosse sua.

B.

Del domma cristiano.

(Da Lettera.)

Le parole del cuore qui non sono abbondanti ;ma ce n è che promettono. E parole dintellettoqua e possenti , e più d un periodo che com-prende i falli o li dichiara con istorico senno. Ildiviene franco quel chio reputo difetto, sarà dellelodi la più squisita, perchè nella censura è ri-spetto , fiducia e speranza Dunque dirò che nellibro domina quella severità di giudizio argutama inesorabile, la quale è il pregio insieme e ildifetto dellanimo suo. Perchè tanta indulgenza aGiuliano, ad Origene , ad Ario , a quel povero ami-co di Eustolia, e tanto rigore conlro Tertulliano ,c conlro Agostino? In cotcsta apparente aridità digiustizia, è pur passione. Io potrei dimostrare cheAgostino e Girolamo erano anime più affettuose ccompiute clic Origene ; potrei con celesta parodiacontinua, fare di Paolo, e di Giovanni, lamico di

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Gesù, e di Gesù stesso, strazio profano. Quando unuomo non piace, allora più che mai corre obbli-go di cercare il bene in quello che al nostro sen-so par male, non fossaltro, per rendere credibileil biasimo, per consolare lanima propria e lal-trui, per dare al quadro, col chiaro scuro, viemag-giore risalto. In Girolamo , in Tertulliano , in Am-brogio , in Agostino potevansi trovar parole del-lanima profonda, che avrebbero data al suo libropiù grazia e più gravità che non le troppo fun-ghe disquisizioni intorno ad Ario e a Pelagio . Illibro, ehe comincia con forma storica, e la vieneprendendo vìa via teologica, si fa insieme più fred-do e più passionato. Insieme con quanto appar-tiene al cuore, parmi negletto il processo dellar-te , che dal Cristianesimo ha vita novella. Nellaparte storica stessa lintroduzione e il sunto dellevicende dellimpero potevansi od omettere o darcisimaggiore cura. Poteva il linguaggio leologico es-sere qua e più severo che in queste locuzioni:determiner la malière de Dieu apparlien-nent au Sainl-Esprit. L' ordre esl le principeHai fall faire à Dieu. E il titolo stesso forma-zione del Domma , non mi pare proprie. Ma ilpiù frequente e il più grave difetto è colesta se-verità spietata , che non bada a tempi aluoghi, che giudica le opere di Agosiino scrittedi fretta, scritte contro errori estremi e fra pu-gnanti, scritte conlruomini e ad uomini di nientegrossa c di gusto depravato , scritte sopra argo-menti all umano ingegno intentati, e de più ar-dui che possa tentare mai; le giudica come unachiacchierata del Cousin o del Rossi, anzi moltopiù duro. Plus logicien que penseur! Ma egli èappunto il contrario. 11 metodo e 1 eleganza del-largomentare gli manca; i concetti nuovi, fecon-di, le parole che valgono due volumi, sono in luipiu che in Platone , in Bacone , in Leibnizio. Egliè uno degli otto o dieci filosofi che abbia 1 uma-nità. Pouvail-il aimer vérilablemenl Dieu? mase Agostino non lamava, c chi di noi dunquelama?

In generale questi uomini, al cui paragone noisiamo pigmei, mi pajono trattali con dispregio eacrimonia; interpretati male i silenzii, calunniatetalvolta le intenzioni. L autore si gode coglierliin fallo. S egli avesse toccate per sommi capi ledottrine e lo svolgersi loro, senza discendere allescaramuccie mal combattute per quelle, il librodiventava più ameno insieme e più forte. Ma cosi,coni egli è, attesta ingrano c sludii a questo tem-po, per gente laica, rari.