ASSON — B . . . .
colla di lodi a defilalo non ricco, quando non cisi nasconda sotto un secondo line , non è delleignobili.
Il detto dottore, eh’ è medico del pio istitutodella Ca’ di Dio , potrebbe e di quello e d’altrisimili fornire notizie ; c coll’ esempio dell’ anticapietà eccitare la nostra; e mostrando delle co*stiluzioni vecchie i beni e gl’ inconvenienti, ad-ditare come far quello migliori, e le nuove ordi-nare.
AVOLIO FRANCESCO DI PAOLA
Memorie interno al cav. Mirabella.
Il Mirabella che, nato nel XVI secolo, fiorì nelXVII, dotto illustratore delle memoiie pairie, me-ritava da un suo concittadino questo tributo dilode. L’opera sua principale Delle antiche Sira-cuse, mollo encomiata, ebbe il Bonanni detratto-re acre. Se non che (vedete singolarità), dopo mortoil Bonanni, sorge un Pietro Carrera , e protestache l’opera al Bonanni attribuita è sua ; ma isti-gazione dei Bonanni essere le insolenze in quellascagliate al cav. Mirabella. Io capisco che un cri-tico anonimo usi parole ingiuriose contro un au-tore che non è di suo genio ; ma cotesto pubbli-care I’ opera altrui col proprio nome por la solaragione di avervi inserita una qualche imperti-nenza, 6 cosa singolarissima, anco in mezzo alletante singolarità che presenta la storia delle im-pertinenze letterarie in Italia . Sta a vedere poi ,se il Carrera dicesse il vero, e se l’opera fosse sua.
B.
Del domma cristiano.
(Da Lettera.)
Le parole del cuore qui non sono abbondanti ;ma ce n’ è che promettono. E parole d’intellettoqua e là possenti , e più d’ un periodo che com-prende i falli o li dichiara con istorico senno. Ildiviene franco quel ch’io reputo difetto, sarà dellelodi la più squisita, perchè nella censura è ri-spetto , fiducia e speranza Dunque dirò che nellibro domina quella severità di giudizio argutama inesorabile, la quale è il pregio insieme e ildifetto dell’animo suo. Perchè tanta indulgenza aGiuliano, ad Origene , ad Ario , a quel povero ami-co di Eustolia, e tanto rigore conlro Tertulliano ,c conlro Agostino? In cotcsta apparente aridità digiustizia, è pur passione. Io potrei dimostrare cheAgostino e Girolamo erano anime più affettuose ccompiute clic Origene ; potrei con celesta parodiacontinua, fare di Paolo, e di Giovanni, l’amico di
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Gesù, e di Gesù stesso, strazio profano. Quando unuomo non piace, allora più che mai corre obbli-go di cercare il bene in quello che al nostro sen-so par male, non foss’altro, per rendere credibileil biasimo, per consolare l’anima propria e l’al-trui, per dare al quadro, col chiaro scuro, viemag-giore risalto. In Girolamo , in Tertulliano , in Am-brogio , in Agostino potevansi trovar parole del-l’anima profonda, che avrebbero data al suo libropiù grazia e più gravità che non le troppo fun-ghe disquisizioni intorno ad Ario e a Pelagio . Illibro, ehe comincia con forma storica, e la vieneprendendo vìa via teologica, si fa insieme più fred-do e più passionato. Insieme con quanto appar-tiene al cuore, parmi negletto il processo dell’ar-te , che dal Cristianesimo ha vita novella. Nellaparte storica stessa l’introduzione e il sunto dellevicende dell’impero potevansi od omettere o darcisimaggiore cura. Poteva il linguaggio leologico es-sere qua e là più severo che in queste locuzioni:determiner la malière de Dieu — apparlien-nent au Sainl-Esprit. L' ordre esl le principeHai fall faire à Dieu. E il titolo stesso forma-zione del Domma , non mi pare proprie. Ma ilpiù frequente e il più grave difetto è colesta se-verità spietata , che non bada nè a tempi nè aluoghi, che giudica le opere di Agosiino scrittedi fretta, scritte contro errori estremi e fra sè pu-gnanti, scritte conlr’uomini e ad uomini di nientegrossa c di gusto depravato , scritte sopra argo-menti all’ umano ingegno intentati, e de’ più ar-dui che possa tentare mai; le giudica come unachiacchierata del Cousin o del Rossi, anzi moltopiù duro. Plus logicien que penseur! Ma egli èappunto il contrario. 11 metodo e 1’ eleganza del-l’argomentare gli manca; i concetti nuovi, fecon-di, le parole che valgono due volumi, sono in luipiu che in Platone , in Bacone , in Leibnizio. Egliè uno degli otto o dieci filosofi che abbia 1’ uma-nità. Pouvail-il aimer vérilablemenl Dieu? mase Agostino non l’amava, c chi di noi dunquel’ama?
In generale questi uomini, al cui paragone noisiamo pigmei, mi pajono trattali con dispregio eacrimonia; interpretati male i silenzii, calunniatetalvolta le intenzioni. L’ autore si gode coglierliin fallo. S’ egli avesse toccate per sommi capi ledottrine e lo svolgersi loro, senza discendere allescaramuccie mal combattute per quelle, il librodiventava più ameno insieme e più forte. Ma cosi,coni’ egli è, attesta ingrano c sludii a questo tem-po, per gente laica, rari.