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a Lei porgerci le umili, sue domande. E posciachè ( qual chene sia la cagione ) questa bellissima lingua è in questi tempisì malmenala , e in gran parte oscurata la sua bellezza ; iospero, che VA. V. I. voglia con benigno occhio riguardare an-che me, e la presente fatica mia , la cpicde a Voi umilmentededico e raccomando: giacché con lungo travaglio io mi sonostudiato di vendicare ad essa le sue ragioni, e suo onore guar-darle, rimettendo in moktra i suoi pregi , e restituendole quellanon picciola parte della naturale sua dote, che il tempo, ol altrui disamore le avea rubata, nel che mi par che Verona si possa sopra le altre Città Italiche qualche poco gloriare ;di' aver cioè con singolare studio amata e coltivata sì bella Lin-gua , e d ’ aver essa sola potuto alV A. V. così ampliala e arric-chita consacrarla e offerirla. Ben veggo io , che la grandezzadel mio affetto per questa Lingua, non in ha lasciato beneconsiderar le mie forze , le quali veramente a gran pezza nonsorto eguali alla gravezza di tanto peso: ma la fi dacia delReai Vostro favore , e della Munificenza vostra in incoraggiano ,e fannomi di me stesso maggiore. Sopra la quale fidanza, ioardisco promettere alla Italia ; che siccome per la magnificen-z a e grandezza d'animo $ altri Principi in favorire le lettere ,ella si riscosse dcdla barbarie del secolo XV; così molto piùPer la Vostra , ella sia per deporre lo scoglio del bastardumeV insucidct e sforma, e riprendere le natie forme della suaan tica bellezza , e risorgere al suo primo splendore. Iddio 0. M.