Band 
[Tomo primo - secondo.]
Seite
XIII
JPEG-Download
 

XIII

quali tutte e somiglianti cose, servono a ricchezza, e ad accrescere capitalealla lin gua. Non piccolo vantaggio ha fatto anche al Vocabolario il Lombardi,Scendo quello, che gli Accademici in molti luoghi non fecero; cioè di aggiu-gnere a moltissime citazioni d Autori i numeri del libro, o delle pagine, doveMancano; oltre a molte altre correzioni che va facendo per tutta lopera.

Finalmente io protesto a tutti che leggeranno; che in questa fatica mia!o non altro mi sono proposto, altro prometto, che di restituire alla linguaquella sola parte della naturale sua dote, che a me, ed agli altri soprallegatiVenne fatto di poter vendicarle; tutte voci già di sua proprietà, da Raccoglitoridimenticate, o non osservate: il che vale, che gli esempj di ciascheduna sonoper noi cavati dai soli autori del trecento, o del cinquecento, posti già ericevuti per esemplari del bello scrivere L aggiugnere al Vocabolario , e darla Toscana cittadinanza alle voci e modi usati da più bassi Scrittori , è cosada altro uomo, che io non mi credo essere; sapendo bene, che a ciò si richieded consentimento degli eruditi; i quali ( come dice il Salvini ) dieno a quellecotali voci peso e autorità, e faccianle correre. Intanto con quel poco, che iofeci con molta fatica, io avrò ottenuto al meno, che alcuni non così tostocorrano a dire, che la lingua Toscana troppo è difettosa, tutti i neces-sarj modi e le voci da esprimere tutte le cose; per le quali spiegare convengaricorrere a moderni, che ne hanno allargati i confini. Veggano questi Signori,che la lingua Toscana non è così povera, comessi dicono: veggano, che astudiar bene ne Classici, si trovano voci e maniere, da dir bene ogni cosa; esappiano, che prima di assegnare a una lingua voci straniere, ci convien esseremolto sicuri che manchino le proprie e native; il che niun può sapere, se eglinon abbia prima ben cercata e studiata tutta la lingua. E per sapere, se lalingua Toscana abbia un capitai sufficiente da fornire puri e naturali vocabolialle cose, ed in ogni genere, converria leggere il quarto Dialogo del nostroConte Cesare Becelli; dove in persona del nostro Dott. Agostino Zeviani ( grandeamator della lingua, e che non disse mai al pane altro che pane ) mostra lacosa netta, e scuote i pellicani a que saputi, che fino da quel tempo, voleanosapere senza avere studiato. Il qual libro mostra ben, che Verona ebbe semprede caldi amatori, come ha oggidì, della lingua Toscana , e che per molto studiopostovi, sapean come bene scriverla, così anche difenderla da prodi sostenitori.Abbiamo copiata la ultima Edizion del Pitteri fatta in Venezia nel 1763. comela più copiosa di tutte, e come quella nella quale sono raccolte tutte le giunte,che mai al Vocabolario furono fatte. Aggiugnerò nel fine dellopera, secondoche da me fu promesso, li due Vocabolari ; del Baldinucci luno, Sopra il Dise-gno; del Pasta laltro, Sopra la Medicina , li cui esemplari rarissimi son divenuti.

Finalmente io chieggo scusa a tutti coloro che leggeranno questopera, di tut-ti quegli sbagli, che io ci potessi aver presi; pregandoli di volerli clonare alla trop-pa malagevolezza dellopera, ed alla debolezza mia;i quali errori io desidero avercompensati colla non piccola utilità, che tuttavia parrai avere ad essi apportata.