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[Tomo primo - secondo.]
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AVE AVE AVE *73

AVERE . Verbo , posto assolutameli* e ì senza il sostantivo dopo di se , ri*cere diversi significati, secondo, chegiostrano gli esempi . Diar. Mon. 347. SeJ minuti avessero vinto , ogni buon ciUtedino , che avesse, sarebbe stato cac*ciato di casa sua i cioè, che possedessefacilità ] Bocc. noo. 18. 22. Perché par*te parve al medico avere della cagionedella infermità del giovane [ cioè avertrovata , rinvenuta . investigata j E nov.

7. Donna, io ho avuto da lui, eli®?Ii non ci può esser di qui a domane; cioè io ho avuto aiuiso ] Urban. E mi=mandole i fiauclii, e grossissimi veggendoli,ebbe di certo, lei esser gravida. Lab. 85.Donde, che tu te V abbi, niuna cosale n asconderò . G. V. 12. 83. 4. Eper lettere di nostri cittadini degni dilede, cherano in que paesi, sebbe ,come a Sibastia piovveno grandissimaquantità di vermini . E 11. 2. 19. K que*sto io autore, per saperne il vero , eh*hi dallAbate di Vallombrosa uomo reli*gioso , e degno fede , che disaminati*do V ebbe dal detto suo Romito [ intjuesti quattro esempi, mie Intendere ,Sapere ]

(L) Div rse terminazioni del V. Ave*re. Fr. Bari . 287. 25. Ed abbàtto rispeUto A questo eh ho qui detto. Rim. ant.Fr. Guitt Perdendo molto, die avreiabbuto . Rim. ant. Fr. R. Notar Giaco *rno. canz. 7. Foc aio al cor; non credomai si stingua. Moral. S. Gre.g. 2. 7. Ornon hai consideralo il servo mio Giob*he , che non abbi [ abbia ] simile iuterra?

(V) Ila Avettono , per Ebbero . Vit.S. Gir. 103. E appena chelle avettonocompiute 1 orazioni , il demonio sipartì.

AVERE . Verbo ausiliare., per suaproprietà coniugato co verbi d'attivaterminazione , t tanto di si%nif. att. gitanato di neutr. sottentra al mancamentodelle voci de* loro tempi , e fanno laformazione , senza alterare niente ilstynlf. del verbo, col guai coniug < .Bocc . nov. 29. 4. s era ancora potu*to trovar medico ec. che di ciò lavessepotuto guerire , ma tutti 1 avevano peg=giurato . E nov. 69. 19. E liciti buonapezza taciuto per non fartene noia. Enov. 94. 12. Io mi ricordo avere unayolfca inteso , in Persia essere , s condoil mio iudicio , una piacevole usanza .Fetr. son. 123. E vidi iagrimar que duobei lumi, Che bau fatto mille volte inviadia al sole . Cavale. Med. cuor. Poi ehio fu monaco, mi abbo saputo vincere,che mai ec. Tes. Br. 1. 3. Per dimostra*re le tre diverse nature , chio abbo di.visate . Vit. Crist. E state sicuramente ,imperciocché io abbo vinto il mondo .E appresso : Àbbieudo Messer Giesù com=Pluti li ventinov anni. Fr. Giord Pred.S Andò coll armi de pastori, con unarombola solamente, ed ebbeti morto co»fluì. thmt. I/if. 1. Poichebbi riposatoà corpo lasso , Ripresi via per la piag*già diserta. Tratt. Giamb. E quando heicosì de*to , mi levai ritto in piedi, deitenebroso luogo pensando. E appresso :E quando hei assai cercato , e veduto ,e diligentemente considerato , mimosa5e il cuor mio a pietade f cioè : ebbi 3per sincope y modo antico 3

Avere . Verbo , talora coniuga semedesimo . Bocc. Introd.27. Oltre a cen=' laeature umane, si crede percerto., dentro alle mura della città diPi.reu/.e essere stali di vita tolti, che for^se anzi 1 accidente mortifero non si sa=ria estimato tanti averveiie dentro- avu-

Tom. L M m

ti. E ncv. 12. 4. Ho sempre avuto incostume camminando di dire la mattina,quando esco dell albergo , un pater no*stro , ed una ave maria. E nov. 61. 8.Egli è la fantasima, della quale ho avu*ta a queste notti la maggior paura, chemai savesse. E nov. 76. 13. Chi avutoavrà il porco, non potrà mandar giù Ugalla . E nam. 15, Io I aveva per locerto tuttavia, che lu te lavevi avutotu. Liv. M. E lan\idia, ehio avreiavuta di continuare il magistrato , siaappiccolata.

AVERE. Verbo , è coniugato ancorpassivamente . Bocc. pr. 5. perchè piùutilità vi farà, e ancora, perchè vifia più caro avuto .

AVERE. Verbo usato in alcune sueparticolari voci, forma alcune manieredi dire : come ; Ne hai ne hai, che nelfin del giuoco si dice al compagno ; evale Noi siam del pari , che anche sidirebbe , Ne fa , ne fa , o pure : Tu nehai molti , cioè danari , o simili. Pa=tafif. 1. Ne hai ne hai pilorci con matta*na . Varch. Ercol. 252. Vuol dire , cheella è ne fa, ne fa, o volete come di=ce il Pataffio, ne hai, ne hai, o co-me si parla volgarmente, la ronfa delVallerà.

AVERE, Verbo usato innanzi alT in *finito del medesimo verbo Avere collaparticella A, come per ragione d*esem =pio , Avere a avere , vale Essere credi*tore, Dover ricevere j si costruisce inogni sua parte in tal maniera, e man *tiene slmìl significanza , dicendosi : Ioho a avere , Tu hai a avere , Quegliha a avete. In tal locuzione l'uso,perìsfuggire T incontro delle vocali, ha in*trodotto il dire, anche Aver da avere ,e similmente in tutte le altre persone ,e tempi : Tu avevi da avere , Io avevada avere ec. Beni, rim. E dare agli altriper aver a avere. E altrove : Lasciatevipensare a chi ha da avere .

AVERE. Verbo , posto avanti agli in*finiti de* verbi colla particella A, pi*glia forza del verbo Dovere ; come A*vere a fare , Avere a leggere , Avere amangiare ec. e con tal forma, esprimeil dover fare, Il dover leggere , Il do *ver mangiare ec. Car. lett. 1. 28. Nonparlavano per non aver a dar conto del»la loro ignoranza.

(L) Bocc. Introd . Et erano alcuni, iquali avvisavano , che il vivere modera*tamenteec avesse molto a così fatto ac=cidente resistere. [ la particella A ser *ve a due cose j al verbo , e al caso delverbo ì .

AVERE. Verbo , precedente agli infi*ni ti d' altri verbi colla particella CHE ,come Aver che fare, Aver che leggere,Aver che mangiare ec. forma locuzionesignificante Aver cose da fare ^ cose daleggere, cose da mangiare ec. Fr. Giord.Pred. R. Erano cotanto poveri, thègran parte del tempo non aveano chemangiare. Guitt. lett. iutendete, chenon vi scrissi, perchè non ebbi, che

rivere .

§. 1. Aver che fare con uno , vale a*.r con esso lui negozio, interesse, aUnenza , parentela , ec. Cas. lett. Per*ìè nou avendo Sua Sig. che far con es*i noi più che pochissimo, non si do*ria pigliar impaccio di voler far conclu.*re i nostri disegni prima, o poi.

$. IX. Aver che fare con alcuno ,o conlama, vale Giacer carnalmente . Lat.zm habere cum alìqute. Quid G.2. Seevenisse, che avessero figliuolo maschio,i lo mandavano a coloro, colà quali a=evano avuto che fare.

i- III. Non aver che fare, Essere scio-perato . Eat. ociosum esse .

$. IV. Non aver che fare , o a farecon alcuna cosa, vale Essere molto dif-ferente , Non esser comparabile . Berti,rim. Le non hanno a far nulla con lepesche.

AVERE. Verbo, posto avanti agliinfiniti de* verbi colla particella DA ,forma certa frase ; come Aver da fa *re , Aver da leggere, Aver da mangia*re , Aver da vivere , Aver da mante*nersi, e vagliano lo stesso , che Averche fare, Aver che leggere , Aver chemangiare , Aver con che vivere , Avercon. che mantenersi . Car. lett. 1. 28. La*cendo le viste, che avessimo da scriverper Roma .

AVERE. Verbo: si adopera in varieforme, e se ne compongono diverse ma »niere assai usate, e proprie , ed espres *sioe , dichiarate in buona parte sotto leloro voci principali : pure darà quicenno di alcune, oltre alle espresse disopraj in parte delle quali il verbo A =vere par , che pigli la forza del verboEssere , o di altri verbi , cavie sopra,si dice

AVERE . Verbo , se precede a * nomi ,posti senza articolo , e che ìion visoggiunga altro verbo , prende la signi*ficanza dal nome, che il segue, e neesprime V azione, di che il nome dino -ta I essenza , e la sustanza : variaben talora la forma della costruzione -Per maggior notizia di che , benchépiù parte simili locuzioni spiegatesiano alle lor voci , pur qui appresso sene noteranno alcune più frequenti nell*uso .

(I.) AVERE . colla part. A talora Or-ni essa . Or. S. Girol. òo. Quegli che sa*il veracemente confesso a sua vita, ediiawi perseverare [vi ha a perseverarci,a costui làccio iidauza, eh' egli andrà di-*iiauzi da Dio . E 11. Interamente aveamare il suo prossimo f ha ad amar-re 3 .

(L) Pass. 25. Quello che è proprio dXDio , cioè il tempo che ha venire, Può*ino lo dispone . Ed anche: Non è spe#ranza , ma cieca presunzione,che quelloeliè del tempo chha venire, luomovanamente disponga. Gr. S-Gir. 2 Spe*rare dobbiamo ciòe che è ora, e ciòche è avvenire, che tutto ha venire ,siccome Dio disse .

(L) Colla Part. A innanzi V infinito .Per Dovere Bocc. g. 4. n 5 Che vuoldir questo? Che hai tu a far di Loren*zo , che ne donimeli spesso . E g. &n. {. Io vi porterò gran parte della via.che ad andare abbiamo a cavallo.

(L) Borgh. Orig. Fir. 2 'li. Se dieftFiorentini, che ha far questo con quel*lo ? [ Qui la particella A è omessa congrazia J

AVERE A CAPITALE. Far capitale,o stima . D. Gio. Odi. lett. 13. Se co*luì, che ci manda, non ci riputasse vi*lissime , non a così vili uomini ci man*derebbe : se ci avesse punto a capita*le non cosi agevolmente ci partirebbeda se.

[Zi AVERE accordo con alcuno, va»le Essere in pace, in concordia . CeccheMogi .1. 2. Io ho pur così poco .accordocon mog/iema ec. Fir. Lue. I. 2. tunon fai pensiero accomodarti alla vo>»glia mia, noi arem poco accordo insieme .

(*) AVERE a fare. Nota mudo stra *no in Cecch. Dot. A. 3. Se. 2. Vq tro-vare Guglielmo ... che so che e v haa far vicino [ a quel podere ] : cioè Hacasa, o stabile vicino,