AVE AVE
[ Paria à'un breve, col quale indossole donne credeano dovere uscir bene delparto i, Beata quella donna, che’l deUto breve poteva avere !
AVER CORTA VISTA . Veder corto ,Veder poco dilungi.
AVER GRE.) TO. v. CREDITO §.V.
AVER CUORE. Tener vigore , ani =pio. Lat. vim h ab ere . Or SxópaV' Segn.Prcd. 3. 0 che egli non abbia cuore divendicarne E offese. V. CUORE §. XVI.e Xvìi.
AVER CURA . Curare, Proccupare rRat: curare , curavi babere . Or. ìtny s =xiittv . a. v.7 102. 4. E lo RePiero tornato a Viilafranca, non abbieu»do cura di sua ferita ec. ne morto [cioènon si riguardando ] . Dani. Purg. 5»Giovanna, o altri uou ha di me cura.
}. I. Aver in cura , Vale Aver in cu *stadia .
{*) AVER CURA . Attendere. CeccheAssiuot. i. 2. E gli avea a un tempocura alla padella, e al gatto.
§. li. E Aver a cura, vale Aver inpregio, in istima . Bocc. nov. 98. 40.Mostrando- d’ aver poco a cura quantinel tempo v*erano.
[V] AVERE da casa. Sust, Ciò che iLatini dicono Res familiaris . Sali. Ca *teli. 46. Quanti’era venuto meno l’avere'da casa ec. Bocc. nella N. v. della Mo--glie del Medico : E siccome savia e digrande animo , per potere quello da ca=sa risparmiare, si dispose di pittarsi allastrada , e voler logorar dell’ altrui.
[L] AVERE di certo . Tènere per cerato . Bocc. g. 10. n. 3. Vivi dunque dimesicuro, et abbi di certo che niuno- altrouom vive, il quale te quaut’ io ami. E9 • 10. n. 4. Ciascun nostro parente ec.credono et liauno per certo r voi essermorta.
IV} AVERE dilungato. Tener tonfa*no. Hall. Cateti. 6. Quando E amino miodi molte miserie e pericoli riposo, e iomi difenniriai P altra etade avere dilim*gata da’ fatti dei comune I Lat. proculUabendjxnx )
[LI AVERE DAL SUO' Aver dal sitopartito. Dep. Dee. 23 Non vorremmoche ec. credesse colui averci dai suo , opensasse altri, clic noi discordassimo daiparere di esso Bembo .
AVERE DI CHECCHE SIA-. PartecUparne . Lat. alicujus rei participem es-se . (ir. tì t/ vi; Zyjuv . Buon. Pier. Intr.1. Dunque eli’ avea del Satiro costei? EL 2- 4. Io vo’ vedere Di dargli- nell'n*more e dire il vero , CU*'egli ha delgalantnom - E appresso : Glie così paz*zu ha pur tanto del savio, Che T tien-sempre svegliato al proprio scampo .
AVER DILETTO. Difettarsi. Lat de=lectari, voluptatem capere . Or.
Àxf£*t,'. Dant. Par. 28. E dei saver , dietutti hanno- diletto , Guanto la sua vedilata si profonda Nel vero, in che si quie*tj ogni intelletto. Bern . Ori. 1. 1.21.Poich'egli ha diletto, D'aver le genti^ Cristo onorate.
_AVER DISCREZIONE . Procedere condiscretezza’. Lat. aquum habere . Uree.i /uv.
AVER DIVIETO'. V. DIVIETO *;
AVER divozione IN ALCUNO .s * r divoto , Credergli. Bocc. nov. 1. 15.Ael quale tutti i cittadini grandissima , eSpe , 5 ; l , a .L cìiv ® z hme aveano 1 . f
AVER DOVERE . V. DOVERE |.
AVER DUBBIO. Dubitare - Lat. du-.oliare . Gr. dy V/ &. XÌAV f- /W . Bocc. nov.
^ii ’p i Se ^ 0rse alcuni dubbi hai intornoalla tede . che io t[ dimostro ec.
Av LK rACCIA . Tenere apparenza
Lat. speciem habere. Gr. ntrI wttvì è%*ivpaivsjéfat/. Dant. Ivf 15. Sempre a quelver, che ha «faccia di menzogna De’ Tuom chiuder le labbra .
§., Aver faccia , vale anche Aver Vardire, Aver la sfacciataggine ec. Tac.Dav. ann. 15. 222. Pure di dare il co-mandamento a Seneca , non ebbe faccia,nè voce .
IL) Aver faccia o facce. Aver ar*dire . Guitt. lett. 17. 47. E tu, eli e fi»glia sei di legge, come Disfai ciò eh’ella face? Torto è certo ch’ai facce ùutrare Ove Giustizia di giudicio favella.
[*] Non AVER faccia. Per Esseresfacciato ; senza vergogna . Frane. Sac*eh. N. 84. Dice Mino ; Tu anche nonhai faccia , e non ti vergogni?
AVER, fantasìa. Pensare, Desidera=re, Invogliarsi. Lat. capere, cupidità*tetri habere. Grec. èmùvy.uv. Bern . Ori,1. 3. 19. Vien Pinabello un altro suo pa«rente, Che di cadere aneli* egli ha fan»lama .
AVER FIATO . Aver forza. Sagg.nat . esp. 64. Nè ha fiato, che vaglia asostener P argento a quell’ altezza mede*sima.
AVER fidanza. Fidarsi, Confidare .Lat. confidare, spetti habere . Gr. Qstj>=j>i'V. Lasc: Spir. prol. L’autore nostro-altra commedia ec. in cui ha maggior fi«danza, ci .arebbe recato . Segn. Pred.13. Come se pure de’giovani vostri voisiete ansiosi, abbiatequesfca fidanza, cheDia ec.
AVER fine . Finire, Consumarsi. La*tin. finem habere , interire . Grec. tsfeYÉ/v. Dant. Par. 19. E quinci appar,clVogni minor natura E’ corto ricetta^colo a quel bene, Che non ha fine, ese in se misura . Bocc. pr . 3. Diede perlegge incommutabile a tutte le cose mon=dane aver fine'. È nov. 27. 44. Per laqua! cosa il convito , che tacito prinei*pio avuto avea, ebbe sonoro fine.
AVER fretta . Affrettarsi . Lat. cele -=■ritate ufi , festinare . Gr. < JWtvS'av. Pa-taffi. 5. E celerà vuo’ dir, perchè aggiofretta Dant. Par. 1. Del suo lume fa.il ciel sempre quieto , Nel qual si volgequel, ch'ila maggior fretta. Berti, rim.Esser fatto aspettare, ed aver fretta.Cas. lett. Perchè la ipia natura è di niu=tare, e rimutare, e anco di rifar vo*lentieri, come quello ohe non ho fret*
AVER guerra. Guerreggiare, ed Es*ser guerreggiato . Lat. bcllum aerereGr. vrr.xeyuv. G. V. 2. 12.5. Questo-LoUfieri regnò 21. anno,- ed ebbe guerra co’Fiamminghi, e prese Lorena, die eradello Imperio : onde Otto Secondo suocugina Jmperadore :bbe gran- guerra conlui .
[*] AVERE gli occhi e gli orecchi aduna cosa. Osservar, ed Ascoltar sot*tilmmte. Frane. Sacck. N. 52. E San-dro dalla finestra avea gli occhi e gli o=lecchi a ogni cosa.
(L) AVERE GRADO. Aver obbligo.Guitt. lett. 10. 28. 0 carissime, quantoè da aver al vostro sposa mirabile gra*do! Ma, secondo V antico T. che leg-ge ; O carissime, quanto ha da vostroal loro Sposo mirabile grado ! significa-,Quanto ci-corre, quanta alto grado èda! vostro Sposo al loro [ Vedi JaIVot. 457. Guitt. lett. )
[*} AVERE grazia con alcuno . Farsiamare • Lasc. Sibili. 2. Infine questaSibilla ha grazia con le persone; ognu*no- che la vede- . • le* pone- anezinvc .
[Z] AVERE il' capo a far checchessia,-vpilc Aver volontà cc. Cecch. Mogi, 2.
AVE 275
1. Se tu hai il capo a compiacermi, nonti dia noja cotesto .
[L] AVERE il giudizio . Esser giudi*ce, Toccar il giudicare. Bctnb. Star. ì.12. L’altra Quarantia ha il giudicio dellavita degli uomini, e della morte.
[*] AVERE il destro . Avere comodi*tà . Cron. Morel. 22S. Ei ne seppe gua*daguare quanto niuno . de’suoi, perchèavea meglio il destro .
AvERE IL TORTO . Contrario di A-ver ragione . Lat. inalarti causavi fiabe*re . Gr. xauyv unistv ìyuv„ Libr. Son. 66.Non ho però si sudice le tempie , Chechi non me lo dà , non abbia il torto .Morg. Massime Orlando , eh’ egli avrebrbe il torto .
[*j AVERE in capo . Esser coperto .Lasc. Gelos. 1. 5. Egli è questa notte. .una certa brezzolina sottile , che mi pe=netra per infido al cervello : e pure hobene in capo .
(*)• AVER in culo . Modo basso'. Noncurare, Spregiare. Menz, Sat. 1. Auda*ce e baldo Si crogiola in se stesso, eha ’n cui Virgilio, Che dobble. ed iguo =ranza il tengou saldo .
[Lj AVERE in dispetto . Avere itidispregio. Vit. SS. Pad. 1. 74. Eranopagani, e dispregiavano la Ecclesia diDio , e molto più t’ averebbono in di$=petto , se in quel fatto vincessero.
AVERE in costume. Costumare. La*tin. moretti habere. Grec. *3oc .
Bocc. nov. 12. 4. Nondimeno ho sem*pie avuto in costume , camminando, didire la mattina, quando esco dell’al*bergo un pater nostro, ed una ave masria.
[L] AVERE in* consuetudine. horgh.Orig. Fir. 99. Avendo in consuetudine . iRomani di scrivere abbreviati i loro pri*mi nomi ec.
AVERE in dispregio . Dispregiare .Lat. contemplai habere . Grec. d<ny.£i,Dant. Inf. 23. O Tosco, che al colle-gio Degli ipocriti tristi sei venirlo , Diri hi tu se’ non aver in dispregio .
AVERE in grado Gradire. Lat. gra*tum habere. Gr. ava/. Dant.
(ufi. 15. M’insegnavate, come 1*uom s’eterna, E quanto io l’abbo in grado ,mentre io vivo , Convien , che nellamia lingua si scema.
AVER in grazia . Conservare in gra-zia . Cas. lett. La supplico, che si de*gni avermi in sua grazia.
AVERE IN IRA . Portare odio , A *vere sdegno. Lat. infensum esse . Or-dì tyiix, Dant. Purg, 5. Quel da
listi ’1 fe far, che m* avea in ira.
AVERE in inailo-. Possedere, Avere-in balia , in potestà. Lat. in marni ha *bere, in potestafe habere . Gr. Iv %u?tì%uv. G V. 8. 80. 7. Io ho in mia ma-no di poterli far Papa , s ! io vogiio .Bcm. Ori. 3. 6. 27. Ed a lui grida : tra*ditor pagano , Ancor non m* hai, come-ti credi, in mano .
§. f. Aver buono in mano , Starnebene , Avere quasi sicurtà di che .chesia ; e si dico d' un negozio , che è persortir^ « Latin , boriavi spera habere -Borgh. Col . Lat. 417. Non fia però foraza, che fossero in queste cotali colonfotutti Romani, anzi si ha assai buono inmano, e dal medesimo Livio , cIìe tnon fossero .
CL) ÌYet medesimo senso si usa an-che Aver tanto in mano;buone ragioni. Cecch. Assiuot- 1. — Bi-sognava, prima che la cosa sr scoprisse,aver tanto in- mano, che tgh non po-tesse negare .
L IL Avere a mano , vale Avere i>.