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reno al Conte con parole grate, Mostraconoscer V obbligo , che gli have . E’Sat. 5. Obbligo gli ho del buon voler piòeh 5 io Mi contenti del dono , il quale èpande. Bemb. lett. 2. Dico, che tutti ietterati uomini gli hanno ad avere ungrand' obbligo . Cas. lett. 38. Della qua,ie io arò a'V. Sig. Iliustriss. maggior ob=eiigo , che di tutte le altre.
„ C L] AVERE ODIO co/EIN. s ° cc - ff-2 * «. 1. Avendo alcuno odio ne’ Fioren*tlni [ e sotto ]
AVERE onore . Esser onorato . Lat.coli } honore affici. Or .. Pttr.
7. Or che si sia, diss’élla, i’ n eb-bi onore.
AVERE ozio . Aver tempo , Avercampo , comodo. Cas. lett. Ed avrò oziodi goder l’una, e l'altra delle SS. VV.come io desidero .
(l.J AVER pace. Aver pazienza .Cavale. Specch. Cr. 95. Se quegli , diemi si mostrava sempre inimico m’ aves*se maledetto, avrei auto pace, e soste*noto leggermente .
(L) AVER pace . Vale anche Non a=ver guerra, nè lite. Liv. M 2. Che al(col) minuto popolo mai non ebbe pace.
(E) AVER pace . Darsi pace . Cavale .Med. cuor. 162. Or a questo pognamomente, e d’ ogni persecuzione avenapace. _
(*) AVER parole con uno . Parlare .Vit. S. Gio. Gualb. 304. Dicendogli ilpartire della diritta via ... e per ordinele parole, che aveva avute co’ monacidi quel romitorio .
(E) E per Garrire. Bocc.g. 5. n. 10.Se ne cominciò forte a turbare , e adaverne col marito di sconce parole. ( ilX. Mann, e de 73. hanno Discoucc ]
AVER paura. Aver'timore, Temere .Lat. cereri. Gr. ?c. Dant.Purg.30. Il iàutoliu corre alla mamma, £>.uan*d’ha paura, o quando egli c atilhto .Bocc. non. 1. 14. io non voglio, dieVoi di alcuna cosa di me dubitiate, nèabbiate paura di ricever per me alcundanno. G. V. 9. 109. 4. E dicono, diei Lombardi hanno paura della luniaecia.Berti. Ori. 1. 13. 28. Aveva solo il Prillacipe paura Di non veder la bestia, cl:evolava.
AVER pazienza . Sopportare. Latin.ferve . Gr. {tiv , v7r’./atvuy . Bern . Ori.1 ; 3. 15. Astolfo, che avea poca pa*zienza, Disse all' ambasciador. E 1. 3.30. lo ho ben anche troppa pazieu=za , I* vo' con queste man cavarti ilcuore.
[IJ Cavale. Med. cuor. 156. Buonesot» dunque le infermità e utili : e peròci dobbiamo avere allegra pazienza . E163. Poco ci dobbiamo curare de’ benitemporali, e fragili, e avere buona pa*zienza se ci sono tolti.
AVER pegno . Aver in pegno , Tenersicurtà. Lat pignori kabere. Gr_ *’vé =s£«y. Bern . Ori. 2. 12. 27. Aservir ti verrei,che ne sei degno, (^uaiulo più ora avendomi tu pegno .
AVER pensiero . Pensare . Latiu. co=Sitare . Grec. é'ixr.siv . B&cc. noe. 11. 9.Avendo nondimeno pensiero , cometrarre il potessero delle mani del pepo*lo .
aver pentimento . Pentirsi Li,V w * Pnenìtere. Grec. ^«TAPoutv *X S;V •Pred 11 . SÌ se abbia» vero pen*tnnento
i-»»j AVbttii per impossibilVesc. Fior. 34t Non avendoto ritrovare alcune cose , ed ;impossibile., che le sapesse,ritrovare un altro ec.
(L) AVER per bene . Gradire . CavalaMed. cuor. 146. Come dunque l’uomo,se gli arde la casa, ha per bene chi sireca , e versa dell* acqua j così noi dob=biamo aver per bene e grazia , quandoDio ci manda quest’ acqua santa. E 154.Bene .mostrò dunque Iddio, come ebbeper bene la sua pazienza . E Cavai.Frutt. ling. 298. Sommamente ha Iddioper male a chi bene in lui non spera ec.E molto ha per bene chi bene in luispera .
(*) Fior. S. Frane. Se io avessi a cen»to porci troncati i piedi , come ad uno,credo certamente che Dio 1’ avesse avu*to per bene.
(*) AVERE per male . Sdegnarsi , Re,carsi ad onta . Pass. 151. La qual cosaperocché fu fatta contro il suo volere,tanto ebbe per male il sommo PrincipeIddio j che ec.
(L) Cavai. Frutt. ling. 298. Somma*mente ha Iddio per male à chi bene inlui non spera .
(L) Bocc. g. 3. n. 3. Il che io hoavuto et ho sì forte per male, che iocredo , se io non avessi guardato alpeccato, e poscia per vostro amore,io avrei fatto il diavolo .
(*) AVER per peggio. Comparativodell* aver per male . Cecch. Dot. 5. 6.io ho avuto per peggio il saperlo daun terzo , che 1 male stesso .
(L) Cavale. Pungil. 18. La quale i'a!=sita Dio , che ama verità, ha per peggio,che non avrebbe qualunque altra immoa=dizia corporale. Se dunque ci vieta Dio per la sua legge di nominare lo suo n<>=me in vano /ben dobbiamo credere , cheegli ha per peggio*prenderlo, e nomi,narlo a giurale la falsità.
(V.) Cavai. Medie, cuor 161. La qualcosa 1’ uom ha per più disonore, e halloper peggio ec.
(L) AVERE per dubbio. AVERE percerto. Dubitare , Tenere per certo.Borgh. Orig. Fìr. 109. Nessuno ci do*vrebbe aver dubbio ec. non è però, chenon ci sia chi V abbia per dubbio, 0 perme’ dire, chi ha pur per certo , che el=la a palio nessuno fusse posta la primavolta in questo proprio sito, ove ella èoggi. Bocc. g 8. //. 6.. Io i’ aveva per locerto tuttavia, che tu te 1’ avevi avvitotu .
(L) AVERE per certissimo. Bocc. g.9. n. 3 . Per certissimo ebbe seco mede*siino d’ esser malato .
(L) AVER per sicuro, per sieurLsUmo . Salw Avveri. 2. 1 18 . La qual eO-=sa dei nome Porte , s* ha intutto persicurissimo .
(L) AVERE per niente. Bocc. g. 2.n . 1. Martellino rispondeamotteggiando,quasi per niente avesse quella presura.
(L) AVERE per nullo. Avere per notidetto ec. Segn. Pred. 1. Il) ite è mag*gior V emolumento che ’1 rischio abbia*te pure per nullo quanto io v J ho deU
o .
(*) AVER per le mani alcuno . Aver'accenda , Usare con alcuno . Frane -acch. N. 166. Fu., un piacevole citta*ino .. il quale fu e sonatore di moltitormenti, e cantatore . E con questo'vea per le mani molti nuovi uomini,«rocche con loro volentieri pigliava di»aestichezza .
(*} AVER per buon accordo . Averi grazia. Lasc. Parent. 2. 6. *■ ggi fa*ò di sorte» che egli ara per buono ac»ardo potergli perdonare.
(L) AVER per tale come. Vale lotesso che ec. Guift. lett. H. 39. Veralezione di ragionevole creatura sì ha
per tale, come avere catuna cosa [ave»re tutte buone qualità .
(L) AVER peggio. Star peggio . Ca*vale. Medie, cuor. 15. Boezio -prova cheil potente in ciò ha peggio,.che 1’ no*mo di bassa mano.
(L) Cavale. Pungil. 150. Non possonoavere peggio, che essere nemici di Dio .
(L) AV^'l per disonore. Cavale. Me*die. cuor. i6l. La qual cosa, cioè 1 es*sere offeso da persone dispelte, l’ uo*mo 1’ ha per più disonar, e hallo perpeggio cc.
(L) AVERE per andato. Avere permorto. Frane. Barb. 370. 10. Ogni vi»gor mio m’ha per andato, veduto il co*
ìore.
(Z) AVERE per costante . Avere fer*ma opinione. Lati \i. prò certo habere .Gr. Trtrw ? %x iiV * Colt. 23. Ma quan*to alla bontà de’vini, volendo coltivarea viti , io ho por costante, che chi de*-sidera buon vino ponga i vignazzi inluogo montuoso.
(L) Per Tenere per fermo. Siila. Aivert.1. 2. 15. Avendo per costante, che uèanche in quel tempo , in quelle voci prò*nunziassero il B, avvegnaché lo scriversero. E 1. 3. 4. 26. In altre cose, chead ortografia non partengono con la ’n«*vecchiaia de’ nostri Prosatori, ho percostante, che ne’poetici componimenticonvenga di camminare*
(L) AVER per istabile e per fermo.Essere rato , e fermo . Bemb. Stor. !.12. Le quali confermazioni e rescissioni$’ aveano poi per istabiiì e per tenue .
(L) AVER per grazia. Cavai. Med.cuor. 183. Vuole far loro conoscere ,che quella tribolazione debbano aver pergrazia, e dice ec.
{*) AVER per le mani alcuno. CioèFar disegno sopra alcuno j Aver uno dadisporne. Frane. Sacch. Nov. XVI. Ioho per le mani una giovane de’ Lati»franchi ... e dammi cuore di fare , cheella fìa tua.. [ Aggiugui questo al $.
AVER per male . Aver dispiacere ,Sentir contro a voglia. Lat. indignarlaGr. fimvuùv. Bern . Ori. 1. 3. 19. Ben*che caduto poi queir animale, Lo mo*strasse d aver molto per male, ec.
AVER per. nulla. Non istimar nulla ,Disprezzare Lat. fiord facerc . Grec.virs ff'j'.eiv. Pianini. I. IO lo brievcuieu»te aveva il mondo per uulla.
(L) AVERE piacenza. Aver piacere .Cavai. Med. cuor. 325. Di seguitare fre*go ai)bia:u piacenza Lor virtudi.
AVER piacere. Compiacersi. Lat. vo *luptate affici , gaudere. Gr. . Bocc.
nov. 1. 7. Aveva oltre modo piacere,e forte vi studiava in commettere traamici, e parenti cc. mali, ed iuimicuzie.
AVER pietà . Usar pietà . Lat. pietà,tem habere. , misercri . Gr. ìau: . Din*.Coni . I villani non avevano pietà.
(*) AVER pietà, col terzo caso . FLor.\S. Frane. 41. Scontrandosi in lui S.Fran*.cesco, il quale sempre avea singularepietà agli animali mansueti ec.
[*) AVERE posta d’ uno. Appostarlo ,Saper àov ’ è . Frane. Sacch. N. 173. Equando era cavaliere, e quando medico,e quando giudice . . sì che posta di luinon si poteva avere , come colui chesempre stava awisato in queste facceli*de.
L *] AVERE potenzia d’una cosa. A =venie dominio ( alla Lat . Potens Cypriec. ] Fr. tìiord. 79 . H secondo grado siè , signoreggiare le criature , almenoquelle delle quali hai potenzia.