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AVE
A V E
AVE
paternostro , cd un* avemmaria. E nov 61.8. Egli è la fantasima, della quale ho a-vulo a queste nolti la maggior paura chemai s’avesse. E nov. 76. l 3 . Chi avutoavrà il porco, non potrà mandar giù lagalla. E anni. i 5 . Io l’aveva per lo cortotuttavia , che tu te lo avevi avuto tu. Liv.31 . E la ’nvidia , ch’io avrei avuta di con-tinuare il magistrato , sia appiccolata.
g. VI. Coniugato ancor passivamente .noce. pr. 5 . Si perchè più utilità vi l'ara,e sì ancora perchè vi fia più caro avuto.
g. VII. Usato innanzi all’infinito delmedesimo verbo Avere colla particella A,come, per cagione d’esempio , Avere aavere vale JUssere creditore , Dover rice-vere. Si costruisce in ogni sita parte intal maniera, e mantiene simile sig/tifican-za , dicendosi: Io ho a avere, Tu hai aavere, Quegli ha a avere. In tal locu-zione l’uso, per isfuggire Vincontro dellevocali, ha introdotto il dire anche Averda avere, e similmente in tutte le altrepersone, e tempi: Tu avevi da avere, Ioaveva da avere, ec. nera. Bini. I. 102.E dare agli altri per aver a avere. E al-tr'ove . Lasciatevi pensare a chi ha da avere.
•f J g. Vili. Posto avanti agli infinitide* verbi colla particella A, piglia forzadel verbo Dovere j come Avere a fare,Avere a leggere 3 Avere a mangiare, cc.jc con tal Jorma si esprime II dover fa-re , Il dover leggere , Il dover mangia-re , ec. & Gr. S. Gir. n. E san Basiliodisse, che l’anima di ciascuno in quantopuò hae ad amare lo suo prossimo. Bocc.g. 4 * n. 5 . Che vuol dir questo? Che haitu a far di Lorenzo? Che ne domandi sìspesso ? E g. 6. «. i. Io vi porterò granparte della via, che ad andare abbiamo acavallo. (C) Guicc. stor . 2. i 54 « Avremoa supplire co’ danari nostri a tutte le pro-digalità^ disordini del Ile. E 43 l. Sdegnan-dosi di avere a stare sottoposto nella guerraai comandamenti del Viceré. (L) Car. lett.I. 28. Non parlavano, per non aver a darconto della loro ignoranza.
# §. IX. E colla particella A non es-pressa. Gr. S. Gir. 3 o. Quegli, che saràveracemente confesso a sua vita, ed liavviperseverare ( vi ha a perseverare ), a co-stui faccio fidanza eh’ egli andrà dinanzida Dio . Borgh. Orig. Fir. 227. Se diceFluenliui, che ha far questo con quel-lo ? (V) Guicc. stor. 2. 1 55 . Non saràsenza nota di maculare la nostra fede,della quale questo senato dehbe fare preci-puo capitale per l’onore, e pcrl’ulililà deimaneggi, che lutto giorno abbiamo averecon gli altri Principi. (L)
f g. X. Avere , precedente agli infnitid’altri verbi colla particella CIIE , ' comeAver che farej Aver che leggere, Aver chemangiare, ec., forma locuzione signifi-cante Aver cose da fare, cose da legge-re , cose da mangiare, ec. Fr. Giord.Fred. R. Erano cotanto poveri, che granparte del tempo non aveauo che mangia-re. Guitt. Lett. Intendete che uon vi scrissiperchè non ebbi che scrivere . v Deput.Dee . §2. Fare ec. importa, così assolu-tamente detto , occuparsi , cd esser sem-pre in faccende , onde si dice Dar chefare , ed Aver che fare. (V)
g. XI. Aver che fare con uno, valeAver con esso lui negozio, interesse , at-tinenza , parentela, ec. Cas. lett. Perchènon avendo S. S. che far con esso noipiù che pochissimo, uon si dovria pigliarimpaccio di voler far concludere i nostridisegni prima o poi.
§• XII. Aver che fare con alcuno , 0con alcuna, vale Giacer carnalmente. Lat.rem habere cum aliqno. Gr. ffuyyrivi. Gufi. G. 2. Se avvenisse che aves-sero figliuolo maschio, sì lo mandavano
a coloro, colli quali avevauo avuto chefare .
§. XIII. Non aver che fare , Esserescioperato . Lat. otiosum esse . Gr.).a£siv.
g. XIV. Non aver che fare, o a farecon alcuna cosa, vale Essere molto dif-ferente, Non esser comparabile. Berti.Bini. Le non hanno a far nulla con lepesche.
g. XV. Avere, posto avanti agli infinitide’verbi colla particella DA , forma certafrasej come Aver da fare, Aver da legge-re, Aver da mangiare , Aver da vivere,Aver da mantenersi , e vagliono lo stessoche Aver che fare, Aver che leggere ,Aver che mangiare , Aver con che vive*re , Aver con che mantenersi. Car. lett.I. 28. Facendo le viste che avessimo dascriver per Roma .
g. XVI. Usato in alcune sue particolarivoci, forma alcune maniere di dire, come:Ne hai, ne hai j che nel fin del giuoco: si dice al compagnoj c vale: Noi siavidel parij che anche si direbbe : Ne fa ,ne fa j oppure : Tu ne hai molti , cioèdanari, o simili. Pataffi. 1. Ne hai, nehai pilorci con mattana. Varch. Ercol.252 . Vuol dire, che ella e’ne fa, ne fa;0 volete, come dice il Pataffio, ne hai,ne hai; o, come si parla volgarmente, laronfa del Vallerà.
❖ g. XVII. In certi costrutti, ne’qualiun membro esige il verbo Avere, c l'al-tro il verbo Essere, il solo verbo Averesta per ambedue . Nov. ant. 39 - 1. Gu-glielmo si vantò che non avea cavalieriin Proenza , che non gii avesse fatto vuo-tare la sella , e giaciuto con sua moglie-ra. (V)
v g. XVIII. Nota altre ellissi. Bocc.g. 1. n. 3 . Ciascuno la sua eredità, lasua vera legge, e i suoi comandamentisi crede avere a fare (qui Avere si rife-risce a tre parti del periodo diversamen-te , cioè : si crede avere la sua eredità ,avere la sua legge vera , avere a fare lisuoi.comandamenti). (V) Fav . Esop. 16.A molti per pietà perdonai, i quali con di-letto a più loro potere mi offendono inluogo di pietà. (N)
g. XIX. Nola modo potenziale diquesto verbo. Pecor. g. 4 - n * 1 ° nonti darei un danaio : avessegli tolti quandoio te gli volli far dare ( cioè : dovevi tor-gli allora ec.). (V)
-j* g. XX. Avere. Verbo , in vece del verboEssere . V . Dep. Decam. c. 23 . Bocc.g. 3 . f. IO. Ed ehhevi di quegli che in-tender vollono alla melanese. E nov. 34 *12. Al mostrar del guanto rispose chequivi non avea falconi al presente, perchèguanto v’avesse lungo. G. V . I. 44 ' 2 ‘E portò seco del vino, il quale dagli Ol-tramontani non era usalo, nè conosciutoper bere , perocché di là non avea maiavuto vino, nè vigna. Jiv. 3 T. Tutti (urobattuti colle verghe nel mezzo della piazza,ed ebbono tagliala la testa ( cioè : fu lo-ro tagliata la testa). # G. P. li. 9.3.Ragionasi avere comunemente nella cittàda i5oo. uomini forastieri, e viandanti, esoldati. E poco dopo. Ragionasi in questitempi avere nel contado , e distretto diFirenze da 80000 uomini. Vit. SS. PP.p. 4 - 238 . Avendo una grande fame , emorlalitade in Alessandria , andava ec. G.V. 5 . 1 Incontanente che fu a S. Moropresso di Parigi , non avendo del Papanulla novella nella terra per divino mira-colo si levò una boce. (V) Pelr. canz.3 i. 6*. Nell’isole famose di Fortuna Duefonti ha. Cas. canz. 5 . 1. Di là, dove perostro e pompa cd oro Fra genti inermi haperigliosa guerra , Fu geo io mendico e so-lo. (FP)
; I ; g. XXI. Ed accompagnato coi venidi significazione attiva. Ott. Coni . I> l J’248. Però che la giustizia di Dio m‘Usotière che alcuno riabbia quello, eh e 1stesso s’ha tolto. (C)
'c g. XXII. Ed anche co'* verbi di sig n J'neut. pass. Vit. S. Gir. 5 q. Le quali ( {tn ì.me) con molta fatica io m’ho isforzatorecare nella diritta via. Bocc. lett. 3 L3 l 8 . Quando con persuasioni, e q ual \.con esempi s^ha sforzato guidarmi onututtavia cerco di fuggirmi. (C)g. XXIII. Avere. Verbo , postomente , senza il sostantivo dopo di se , riccidiversi significati, secondo che mostrano g ^esempi. Diar. 3 Ion. 347 * Se i minuti *vesserò vinto, ogni buon cittadino, cavesse, sarebbe stato cacciato di casa stl *(cioè: che possedesse facilità). Bocc • n °^18 22. Per che parte parve al medico_ avC flfidella cagione della infermità del S l0 '.‘
( cioè : aver trovata , rinvenuta, inves fla ). E nov. 3 p. 7. Donna, io hoda lui, ch’egli non ci può esser di <l uldomane (cioè : io ho avuto avviso) . Ufo E mirandole i fianchi, e grossissimi 1*0.gendoli, ebbe di certo lei esser gra'*Lab. 85 . Donde che tu te l’abbi,cosa te ne asconderò. G. V- l 2< .'
E per lettere di nostri cittadini degnifede, eh’erano in quei paesi, s’ebbe»me a Sihastia piovveno grandissima <I l wtità di vermini. E 11. 2. 19- Eio autore, per saperne il vero, ebbi ^1 * Abate di Vallombrosa, uomo
degno di fede, che, disaminando, 1
dal detto suo romito. ( In questi q tl(lesempi vale Intendere, Sapere)• ^
❖ g. XXIV. Per Accogliere, Ten s0fl .riferito a luogo, o simili. Bcnib-Il 3 . Ond’io ringrazio Amore , C J $ on ,ebbe poco men fin da le fasce. Cd *. Dsa .47. L’ aspra sua doglia al corpo
no, Poi eh’Adria m’ebbe, è T,ie °g c te*sa in parte. Car. Eneid. I» pi L*'
nostro signor, nostro buon padre»bia ha il mare. (FP) Veni**
' * XXV. Per Acauistarej >
# g. XXV. Per Acquistare»
1 r>rt. sses.tn di rhi> rhessia. G• ' ‘
II
iredeo'
flint?}
.Si-
del*
in possesso di chje chessia. G-2. Venne diritto a Lungara , «avere per battaglia. (C)
3 §. XXVI. Per Apprendere emy'-J, r
letto ascoltando, o leggendo . * a vi’r #
I. 1. Altresì non potrebbe 1 ’ u ° n, Q sa pess*dell’altre cose pienamente, sequesta prima parte del libro. ( ' ,. s i
* g. XXVII. Per Cavare, P* rl a. 0 &cose conficcate. Vit. S. 3 Z ^* at ' c \\ù sc QÌtfcome fu amaro, e doloroso ^ c e) e
Cristo 1U f
che erano sì duri questi chiave p eT
te le mani si conveuiano squaavergli. (V) . Lat
f g. XXVIII. Ver Conseguire^ n0 i-
onsequi. Gr. é7riTuyX^ vstV ’ „„li il8. 27. Darebbe opera a far e ' f ' m
piacere avrebbe. vFr. Giord. I ^ s j a* 1,dice nel Vangelo : se perseverererete. (V) 7 \IaA e - P <
f §. XXIX. Ver Consertare, M" ai . s ir'
>5
*r aaiai rer • » „n m* -in
Car. Eneid. 5 . 806. Cavale»'va pi
che soriano Era di razza, e de ^
L’ avea per un ricordo , e PDell’ amor suo. . a
g. XXX. Per Far venire ^alla sua presenza , Avere Qrce°*ant. 2. 4. Marnici per <Ff° noe .ebbelo in luogo segreto. L • oC 0id 31 ,^ 9Il Re cominciò a ridere, e cebbe uno della sua fann’8, ’ s fì
sapere della contenzione di g s era j„ji
chi. Frane. Sacch. nov. 9*1 §e r0 c0l, ,iadue contadini, e pregolu 11 i 0, C,vh^ pE not,. 98. L’altro di »■> ^
trovò con Noddo , et *
Cini .
elei *)" 0