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§. XXXI. Per Occupare . Car.-''reirf . A 5 i. Ecco han del Tebro LaTJ(?s * a la foce. ( 31 )
^ t §. XXXII. j Per Procacciare , Provve-de. Nov. ani. 54 - 2. Che ordinò que-t }, a > 8 e otil donna ? Ebbe uno cavallo , e*,., 5Uo > fanti il fece vi ,r o scorticare, -fi pii.Ir 2 * 3 (). Or va, e abbi molte al-
G ... Ucerne > e accendile a questa. (V)
§• XXXIII. Per Reputare, Credere,^e, Giudicare. Frane. Sacch. nov. 67.v . avole voi che sia la più preziosaiv r '* , che sia . (V) S. Beni. Cose. 80.hcc ^ ° Ci con versare con Jo prossimo ec essa, i ( > la esaminazione de’suoi difelti,^^pre avere altrui migliore di se. (C)ìri(j r f' ^^XIV. Pure per Reputare , Sti-ditce * sc K u 't° dalla preposizione Per. Lat.nov ex * s tinwrc. Gr. vo/M^stv. Bocc.a v ‘ a\ »^egli la sua benedizione,jj per sanassimo uomo. E nov. li.
q (lUs . ar *ellino rispondea motteggiando ,no t , ^ er n * cn, e avesse quella presura, EUf ttie* 2 ^ ^^ùgli P c ’ r fratelli, e per
gli e '’ f). Seguia Fabricio , che
r * c cb rC(? onor * Più disiò, che possedertìiai»,,- l!i . * Avendo quei per piti cari , eP 0 M)t Ul1 * Bini. Un eh’ io non lio
5j; ,lon che per santo.
•Sacefi »XV. Per Ricevere. Frane.^^idei ^ 0 ^’ ^ n,r ù dentro, e volendo
viso. (jrJ C1<ic ùi > ebbe d’una mazza nel
68. Per Ritenere. Petr. son.
Aioli» agendo la prigione ov’Amor m’ebbe
*S n xV^
fato, $ x AVIt. Per Sapere, Aver ìmpa-<ìi Ust i n - * Come tu hai che narra
Am . secondo libro . (C) Car.
J' r aticj
^iusli
dm. j, . ——
tutto lo^ non fi Q ° ora
bellica ,. lnler o dell’arte, nè manco la* e tt. òie f / f l Uan ^° l’ho insegnato, ( 31 ) E0 cose n 2 " l2< ^’ Q uanl ° pei a studiara ><‘t e j e |. r sa perle solamente, poiché nonfiorii sf,r.« in ^ Ue ^ oresl icrc, tutte le tradu-
§-XXv mone * W
1 : Ch(. .J}.\Ber Sentirsi. Bocc.nov. 67.
* v ineaj 7,/ ’ bilichino? Duciti così, ch’iofai '««>■ 69. 17. Or che avesti ,
* ^ \lt V,so?
m& X ' P . er Tenere. Car . En. 7.^ ce/’ t » 0 . na giovine! ta sua figliuola L’avea
ì Ura bi - SU ° l |as tullo, e con gran
°J av ava cr, ,n oùirlandava , il pettinava
,• *§.x L p alP ~ (C >
* v? nirc, n.- er Trovare, Incontrare. Lat.co e detie 7 M ° n ’ 3 4 l -Punirono col fuo-^o.fc/ 56 ’ ° ve non e kberQ alcun
non ha non è . 3 Iodo
La^^ 1 n on JL s *"ni/ìca che Chi non ha
ione .
0l - E * Sls ■> Forai. Bucci/.
0 * ulp si jj c * e ^ bigione , onde voi-
' 0t, nip M * orno, che si adopera in*"ic. •» * se no -
^>c 0 J a f C ) e P r °P r ie, ed espres-
^«o'y Pancina//." 0 ™ parte soUo le•'•fra h nl Cu ne P ’ P" re « darà qui
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‘ C *°To C J‘° 7 igh 7 J e r ' ì '''’ li H verho Ava-
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Avere V ’ f ome sopra sì dice.nt 'ticol 0 pi Provarla il’nomi*■ d„, al ‘ro verb ‘°- * che ,r 0 n vi si sog.*o,„ . prende la signifiaan-
-‘one V. ,e seaue . ” '_,
c ne espri-
hJ^oia ? ;V tst nnza • ?° ma dinota l ’ cs 'l J‘ 5| n & cif n costui,'-• Vnrta ^ en tnlora
CcA»"“- P "" ma ^ hr°p?z a,c **0 'Tu':t di simin
ki ■ 0 « ne ,or eoa, pu-
‘.‘ rate no, cranno alcune
Beffare. Fav. Esop.
Tcrò quando v è usato a’vizj, li rimprove-ra , e dice parole ond’ e’gli ha a belle (lastampa ha: ond’elli hac a belle). (C)
AVERE A CAPITALE. Far capitale ,,0 stima. D. Gio. Celi. lett. i 3 . Se colui,che ci manda, non ci riputasse vilissime,non a così vili uomini vi manderebbe: seci avesse punto a capitale, non cosi age-volmente ci partirebbe da se.
v AVERE A CARO. Aver caro, Gra-dire. Cas. lett. Gualt. 198. La prego chesi sforzi di darmene più piena informa-zione che potrà , ec. che l* arò molto acaro. (L) Benv. Celi. Fìt. 1. 374 * Que-sta serva , che m’ aveva rubalo certe co-sette di qualche importanza, per paurache non si ritrovassi il furto, arebbe automolto a caro che io fussi morto. (C)
# §. Per Amare . Cavale. Simh. 3 l 2 .Atolli molto più hanno a caro i loro caniche li poveri loro fratelli. (N)
❖ AVERE ACCETTO. Lo stesso cheAvere a caro. Car. lett. ined. 3 . 265. Ilfavore che la M. V. si b degnata di far-mi ec., la dimostrazione di aver accettoil mio servire cc. m’hanno ripieuo di...letizia. (Pe)
AVERE ACCORDO. Essere in pa-ce , in concordia , Star d’accordo. Cecch.3 logl. 1. 2. Io ho pur cosi poco accordocon mogliemu, ec. Fir. Lue. I. 2. Setu non fai pensiero di accomodarti allavoglia mia, noi arem poco accordo insie-me. (V)
§. Per Accordarsi. 3 Tor. S. Greg. 4 -Per questo adunque apparve , che di poiche le parole letterali non possono avereaccordo dentro di loro , alcuna cosa na-scosa si debbo più addentro cercare. (C)
* AVERE A COMANDAMENTOMIO, TUO ec. Avere, sotto il governo ,0 sotto l'obbedienza mia, tua, ec. Cro-nichett. l 37 - Ed in quest’anno i Fio-rentini v’amlaro ad oste, ed ebbero laterra a loro comandamento. E appresso .E in quest’ anno ebbono i Fiorentini tuttaToscana a loro comandamento. (C)
* AVERE A COMANDO MIO, TUO,SUO ec. una cosa , o una persona , va-le Avere presta al mio, o tuo, 0 suocomando , o piacere una cosa, o una per-sona . Coni . JJant. (appo i Deput. Dee. 16).Avea spirili a suo comando, et li facevarecare la vivanda, una parte della dispensadel Re di Francia, una parte del Re d’In-ghilterra. (C)
* AVERE ADDOSSO. Avere nella per-sona. Farcii. Star. lib. 11. Avendo addossoparecchie ferite. (C)
# AVERE A DISDEGNO. Non degna-re. Dant. Inf. io. Colui, eh’ attende làper qui mi mena, Forse cui Guido vo-stro ebbe a disdegno. (C)
sii AVERE A DISPETTO. Dispeitare.Dant. Rim. 43 . E questo vo' per merlo Pervoi, non per me certo, Ch’aggiale a viiciascuno,’ed a dispello . (P) Introd. Virt.32 . La natura di poca cosa si chiama con-tenta, e se le darai di soperchio, o farallemale, o avvallo a dispetto. (C)
f AVERE A DISPIACERE . Avere, infastidio Lat. displicere. Gr. ou?af ssxetv •Ar. Far. 21. 70. So prima l’avea a noia,e a dispiacere, Or 1 ’ odia sì, che non lapuò vedere.
ili AVERE A DISPREGIO .Avere in di-spregio , Dispregiare. Lat. contemptui ha-he.re. Pass. Non rispose, ec. parola
veruna, c non lasciò il mangiare; anzipiù si studiava , scostumatameule facendomaggiori bocconi. La qual cosa vedendoquello signore, l’ebbe a dispregio. (C)
AVERE AGIO. Tener comodità . Lat.opportunitatem haberc . Gr. suxatfiavs^stv. Guid. G. 30 . Le quali tutte i Grecioccupano, ec.-, avendone grande agio.
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AVERE a GOVERNO. Governare .Frane. Sacch. nov. 212. Sallo egli mede-simo, ec., chi sono, o da che sono li più,che hanno a governo li suoi templi.
AVERE A GRADO, e AVERE IN GRA-DO. Gradire . Lat. grattini haberc . Gr.cip ssxstv. G. F. 8 . n 5 . I. Onde il det-to Legato ebbe a gran grado da’Fiorenti-ni. Alani. Colt. 3 . 57. Molti ne vidi an-cor, eli’ebbero in pregio La querce an-nosa , ed hanno avuto in grado Quel sai-valico odor che porta seco.
* AVERE A GUARDIA. Avere in cu-stodia . Fr. Giord. Pred. 1. 2 . 3 o. Queglic’ha ricchezze, vedete che dice che nonsono sue, anzi l’ha a guardia, a dispen-sarle nel piacere del suo signore. (C)
* AVERE AI FIANCHI. Nei senso diAvere eguali. Ar. Far. 2 6. 4 ^- Alla fie-ra crudele (parla dell 3 avarizia) il piùmolesto Non sarà di Francesco il re de'Fran-chi; E ben convicn che molti ecceda inquesto, E nessun prima e pochi n’abbiaai fianchi (cioè : che nessuno lo superinella liberalità , e pochi l*eguaglino ). ( 31 )
s l { AVERE AL CERTO. Tener percerto. Vit. S. Gir. 37. Al certo abbiateche nulla cosa nuoce tonto all’uomo,quanto la mala compagnia. (F)
AVERE ALLEGREZZA . Rallegrarsi .Lat. Ixtiliam Imbeve , /catari. Gr. ya.lpzi') .G. F. 7. 103 . 1. Come lo Re di Fran-cia seppe la sconfitta del Re d’ Araona ,egli, e sua gente ne ebbono grande alle-grezza.
AVERE AL SOLE. Posseder beni sta-bili. Lat. bona immobilia possidere . Gr.uV rfioì zyzvi. Tratt. segv. cas. dona.Vanno boriose di avere molli beni al so-le. Cam. 3 Iantell. E’non ha tanto al sol,che vaglia un grosso.
AVERE A AIALE . Aver per male ,Provare dispiacere . Bemb. Stor. 2. i 5 .Papa Alessandro, avendo a male che ’1 si-gnor Virginio Orsino , ec., avesse avutoardire di comperare, ec.
-j- AVERE A MANO. Avere in pronto.Lat. in promptu haberc . Gr. izpoy&toovBysiv. Amm. ant. <). 5 . 6. Suole far piùprò se Iti babbi pochi detti di sapienza inpronto cd in uso, che non fa se tu haiapparale molte cose , e non l’abbi amano.
* AVERE A MEMORIA. Lo stessoche Avere a mente . Bocc . Coni . Dant.I. 23 o. La quale, se io ho bene a me-moria , o già ho udito che è , non inMacedonia, ma in Trazia . Cas. lett.. 68.E dunque necessario di far sì con diligen-za , che uomo abbia a memoria le dizioni,e le figure che si leggono negli autori. (C)
AVERE A MENTE. Rammemorarsi,Ricordarsi. Lat. me.minisse. Gr. fj.zjj.‘r?i-c£ai. Dant. Purg. 18. La nobile virtùRealriee infonde Per il libero arbitrio, eperò guarda Che l’abbi a mente, se a par-lar tcn prende.
❖ AVERE AMMIRAZIONE. Maravi-gliarsi. Onice, stor. 1. i 3 o. Nè di ciò sidebbe averne ammirazione. (L)
AVERE AMORE. Amare , Portare af-fezione . Lat. benevolentia prosegui . Gr.SjOwra zytiv. Bocc . nov. <^8. 4 2 - L’amo-re, il quale avea a Gisippo, prestamenterivolse a Tito. Dant. Par. 1. Nè pur lecreature, che son fuore D’intclligenzia ,quest’arco saetta; Ala quelle c’hanno in-telletto , e amore.
❖ AVERE A NEGLIGENZA . Dispre-giare . Introd. Virt. 1 4 - E però dire S.Paolo: Figliuol mio, non avere a negli-genza la disciplina, e i gasligamenti diDio . (C)
❖ AVERE A NIENTE. Stimar nulla-Fav. Esop. i 3 l. Niuno ec. prenda ardiredi villaneggiare, e arroganture i miseri ,