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Volume I.
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IX
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sempre, come accadde, da uno studio che dis-facendo la forza del silogismo , disfacea la ra-gione (i). Diedesi anco allo studio della teo-logia, e ne investigò con molta diligenza leopinioni.

Mentre studiava la filosofia, coltivo, quantopotè, la lingua latina, leggendo massime i poetiche sommamente lo allettavano, Virgilio, Ora-zio ed Ovidio . Pose anche studio nella volgarpoesia, di cui divenne oltremodo vago ; efece fin dallora, portalo più da naturale im-peto che da arte veruna, alcuni componimentiche parvero maravigliosi anche a più intelli-genti. Giovògli in ciò la conoscenza, eh eifece allora, di Fernando Antonio Ghedini,poeta a quel tempo in Bologna assai chiaro.Seguì da poi ad applicarsi con grande affèttoalla poesia, e fu de primi che dietro lascorta del Ghedini promossero in Bologna lostudio depoeti antichi, e sopra tutti del Pe-trarca : nel che ebbe per compagno Gio. Pietrosuo fr'atello maggiore. Francesco Maria aggiunsealla poesia italiana ancor la latina; e quan-tunque fosse innamorato d Ovidio , ancorgustasse il verseggiar di Catullo , credea però

(i) Questo accidente accennato dallAutóre è lunga-mente narrato dal Marchese Gregorio F. M. Casalinell operetta : Alcuni pensieri e detti filosofici scherzosie diversi di F. M. Zanotti , raccolti, notati e descrittida un suo discepolo. Venezia , 17993 per Giuseppe Zìe-mondini e figli. Ciò torna in biasimo de* cattivi maestrie legisti, non mai delle venerande leggi, dei va-lenti loro cultori.