Voglioso di proceder sempre più avanti, volleegli stesso veder gli autori nelle opere loro ;nè solo i più moderni, che erano tuttavia indispregio, ma anche Platone ed Aristotele , egli altri più antichi che precedettero agli Sco-lastici ; e a ciò gli valse qualche conoscenzache prese della lingua greca, di cui fu poisempre amante. Pivolgendosi tra questi autori,non gli parvero degni di quel disprezzo chenelle scuole se ne avea. Ne formò anzi gran-dissima stima, e dicea che ne’progressi dellescienze debbon lodarsi non quelli solo checon grande ingegno han proseguito, ma quelliancora che con grande ingegno cominciarono ;i quali, se si ingannarono alcuna volta, sa-rebbonsi ingannati ancor quelli che hannopoi proseguito, se invece di proseguire avesserdovuto incominciare. Fra tutti gli piacqueroil Cartesio ed il Mallebranche. Questi lo in-vogliarono grandemente delle scienze matema-tiche. Il celebre Eustachio Manfredi nel con-fortò; e quantunque avesse egli intermesso già.da gran tempo d insegnare gli elementi dellageometrìa, volle ripigliare quella fatica in gra-zia del Zanotti: stretto però dalle sue gravioccupazioni, non potè terminarla ; e convenneal Zanotti procedere innanzi parte da se , eparte sotto la disciplina di Geminiano Roti-delli matematico in Bologna molto illustre, concui anco si esercitò alquanto nelle naturaliesperienze : nè il Manfredi, nè il Rondelli eb-bero mai discepolo che lor fosse più caro.Poco appresso passò allo studio dell’ algebrasotto il celebratissimo Gabriele Manfredi .
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Volume I.
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XI
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