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Volume I.
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IO

ha rapito gli animi eli tutti gli ascoltanti,, econseguiti i sommi onori prima di chiederli.

E pure non ha egli certamente potuto metterelungo tempo in questi studii, non avendoglieneancor tanto la sua tenera età conceduto. Maio son davviso che la natura talvolta vogliafar prova di se medesima, formando rari epellegrini ingegni che in brevissimo tempodivengono a perfezione grandissima ; e ciò nonin poesia solo, ma in qualsivoglia arte o scien-za. E se il Manfi'edi, avendo studiato in tantealtre cose, può credersi che poco studiassein poesia, potrà similmente credersi che poco 4

studiasse anche in ciascuna di quelle altre cosein cui tanto valse.

Confesso bene che colesla facilità a poe-tare viene in gran parte da natura, e vaimoltissimo, e quei che Vhanno, possono as-sai sperare. Non voglio pei'ò che quei, cuipare di non averla, si disperino con troppafretta; perchè potrebbono averla, benché na-scosta, e tale che aspettasse di essere con lostudio eccitata, do gli conforterei dunque chevolesser tentare et esercitarsi lungamente primadi deporre ogni speranza; e se componesserointanto opere poco buone, potrebban questecondurgli ad altre migliori, e potrebban an-che esser utili ad alcuno, essendo pochi i li-bri tanto cattivi che non giovino a chi sappiausargli. Ennio giovò a Virgilio, e ad Enniogiovar dovettero altri men buoni di lui. Tonon son certamente un Manfredi, unPtdcani, oserei paragonarmi con ingegnitanto singolari ; pure, qual io mi sia, non ho