j4 ragionamento
qualche parte i miei errori. Perchè di vero iotemea di doverne commetter molti, ben sa-pendo quanto io sia poco esperto in opere dipoesia. Voi però, qual clic ne fosse la cagio-ne, mostraste gradire Fopera mia, e grazio-samente mi comandaste di scrivere per sinnimodo della commedia ancora ; perchè io,preso maggiore animo, scrissi anche di que-sta , ponendovi un poco più di diligenza.. Ciòfatto, non foste contenta, e voleste pure ch’ioscrivessi eziandio dell’ epopeja, indi a nonmolto ancor della lirica. Così traendomi perquasi tutte le forme di poesia che oggidìs’usano nell’ Italia , senza che io, per cosìdire, me ne accorgessi, far mi faceste inquattro distinti ragionamenti un trattato, vo-lendo voi, siccome poi mi diceste, avere iniscritto alcuni avvertimenti che potessero es-ser utili o a comporre qualsivoglia poema diquelli che sono principalmente in uso , oa fap giudizio de’già composti. E benché iosia sommamente lieto d’ aver servito, quantoper me si potea, all’intenzion vostra, non èperò che io non senta talora all’animo uncerto non so qual rimordimento d’avere scrittoin un’arte difficilissima, nella quale io so disaper tanto poco ; nè altro può consolarmi ,se non che io l’ho pur fatto per obbedire acosì gentil signora, come voi siete, ornataoltre ogni credere di tutti quei pregi cheposson desiderarsi in donna nobile, a parlarde’quali io mi estenderei qui ora volentieri ,se con voi non parlassi. Consentii dunquedi buon animo che quegli scritti dalle mie