PRIMO. 15
passassero nelle vostre mani, acciocché, comedi cosa vostra, quel ne faceste che più vipiacesse. Ora avendogli voi letti, e non forsedel tutto disapprovati, piacquevi farne copiaad alcuni de’ vostri amici ; di che io fui con-lentissimo, sperando che quelli che gli aves-sero da voi ricevuti, per questo istesso gliavrebbon cari, e gli crederebbono non cat-tivi. E già intesi con mio piacere cbe neavevano trascritta una gran parte ; ciò cheera argomento della loro approvazione. Ulti-mamente però avendo inteso che pensanoalcuni di loro di fargli imprimere, non liopotuto non sentirne qualche molestia ; nongià perchè io debba curar molto il giudiziopubblico in un’opera che io ho scritto pervoi sola, ma perchè temo che uscendo queiragionamenti in luce, e andando per le manidi molti, non possa ad alcuni parere che ioabbia in essi tralasciate cose importantissime,e non vi abbia servita, secondo le forze mie,quant’ io potea ; la qual riprensione mi parpiù grave, che se mi accusassero di essermiin pivi luoghi ingannato, e di aver proposteintorno alla poesia opinioni false, o mal espo-ste le vere. E saran di quegli cbe dirannoche io dovea prima d’ogni altra cosa ragio-narvi della poesia in generale , premettendouna buona e giusta definizione di essa, e di-mostrare come possa quest’arte insegnarsi; esi maraviglieranno che io non abbia sul belprincipio avvisato i lettori di ciò che avvisarsi doveano; senza por mente che quei ragio-namenti non per loro furono scritti, ma per