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Volume I.
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54 RAGIONAMENTO

pronte alla memoria, così che si presentinoallanimo speditamente e quasi da se, qnalorlie venga il bisogno ; e sappiate che moltifilosofi fanno consistere in questa prontezzatutta la lode dell artefice. Ora quante cosesi conoscon per vere subito che si presentanoallanimo, e però dicesi che naturalmente sisanno, le quali poi alluopo non sovvengono?E sovverrebbono, chi non contento di sa-perle naturalmente, le avesse notate prima emesse in ordine, e più e più volte lette econsiderate , come fanno quelli che studiano1 arte o sia rettorica o sia poetica. A questisenza alcun dubio verranno in mente conmolto maggior prontezza le cose che far deb-bono , che non a gli altri a cui le stesse coseson passate appena per lanimo alcuna voltasenza esser punto considerate. Quanti errorisi commettono, non perchè non si sapessequello che dovea farsi, ma perchè quelloche si sapea e che dovea farsi, non è ve-nuto in mente al bisogno? Io non credo chesia veruno il qual non sappia che in un su-bito e grandissimo affanno e dolore non puòun giovinetto o una giovinetta parlare artifi-ciosamente , e dir bei concetti ; pur non pareche troppo di ciò si ricordasse lautor fran-fcese in quella sua tragedia, ove fa parlarCimene con tanto artificio, e recitare una vagae leggiadra canzonetta a Don Rodrigo. Iocredo ancora sapersi da ognuno, che se ilpoeta epico vorrà dipinger la forma dungrande eroe, raccontandone una particolareazione, dovrà quest azione essere in se virtuosa