56 ragionamento
10 rispondo, che d’alcuni sappiamo che lastudiarono, e possiam da questi argomentarede gli altri. E certo veggendo io che Oraziola studiò tanto, e ne scrisse e ne fu granmaestro, non posso credere che non l’avessestudiata Virgilio ancora, e che a così altoesempio non volesse studiarla anche Ovidio ,
11 qual si sa che ascoltò spesse volte Ora-zio , nè è da credere che volesse rimanersidi quello studio che ad Orazio pareva im-portante. Stazio e Lucano , che seguirono aque’grandi uomini, non furon loro tanto lon-tani che non dovessero esser presi dal loroesempio. E se parliamo della rettorica, fu traque’ tempi Quintiìlano , uomo dottissimo, chetenne in Roma scuola di quell’ arte con sommae comune approvazione; segno che tutti ivalenti oratori che allora erano, apprezzavanoe lodavano quello studio ; nè potean rivol-gerli da tale opinione que’passi di Cicerone ,ove pare che quell’ incomparabile e divinooratore poco stimasse l’arte; della qual peròcosì eccellentemente scrisse , che ben si vedeniun altri uomo del mondo averla studiata pividi lui. E se egli vuole , come pur mostra inpivi luoghi di volere, che all’oratore sia ne-cessaria la cognizione di tutte le scienze edi tutte le arti, non è certamente da credereche volesse o dovesse escluderne la rettori-ca , la qual giovò peravventura anche a lui ;ma egli tanto valea con quel suo maravigliosoe sovrumano ingegno, che poco ebbe l’arteda aggiungervi; e ciò fu così poco , che egliperavventura non se ne accorse. Ma per tornare